La sentenza del Consiglio di Stato imponeva soltanto l'annullamento di una concessione relativa al porto di San Felice Circeo, la n°212 del 2014, e nient'altro.
Questo, andando a riassumere, il contenuto della risposta del sindaco Giuseppe Schiboni all'interrogazione presentata nelle scorse settimane dai consiglieri comunali di minoranza del gruppo "Verso il Domani".
«In osservanza ed esecuzione di tale sentenza che, su tale presupposto, disponeva soltanto l'annullamento del citato titolo, si è provveduto - si legge nella nota del sindaco - a riacquisire l'area liberata da cose o persone e ripristinata a spese della coop. Circeo 1°. Null'altro disponeva la sentenza e/o doveva essere verificato. Si ritiene pertanto che l'amministrazione - aggiunge Schiboni - abbia dato puntuale esecuzione alla sentenza e che la stessa non disponeva altri incombenti di verifica».
Il documento prosegue poi con una stoccata nei confronti dei tre consiglieri comunali di minoranza firmatari dell'interrogazione, ossia Eugenio Saputo, Egidio Calisi e Luciano Magnanti.
«Peraltro, non sono state rilevate situazioni similari a quella esaminata dal Consiglio di Stato, comunque ancora passibili di interventi in autotutela, tant'è vero che la stessa precedente Giunta di cui facevano parte Eugenio Saputo, Egidio Calisi e Luciano Magnanti nulla ha ritenuto di attivare».