Bloccare le opere pubbliche in attesa del prossimo sindaco e appoggio a un candidato che presto scioglierà la riserva, ossia Waldemaro Marchiafava.

Sono questi i due nodi centrali di una conferenza stampa andata in scena ieri mattina (13 gennaio 2019) a Nettuno, da parte dei componenti del movimento civico "Patto per Nettuno".

Ad aprire i lavori è stato Gianni Cancelli: «Crediamo - ha spiegato - che converrebbe aspettare le elezioni per verificare se il programma delle opere pubbliche sia compatibile con il programma del candidato sindaco che vincerà le elezioni. Si possono preparare le carte, ma procedere con gli incarichi professionali e le gare diventa un impegno rispetto al quale il prossimo amministratore non potrà tornare indietro se non pagando penali. Parliamo, in sintesi, del Forte Sangallo e della pista ciclabile, ma anchedell'ex Parcheggione e soprattutto del palazzo comunale. Oggi - ha spiegato - pensiamo al Comune e non alle scuole, dove ci sono i nostri figli e i nostri nipoti. Se c'è urgenza di adeguamento alle normative antisismiche, indirizziamo i fondi sulle scuole. Un milione e 600mila euro è una cifra sovrastimata: spendiamoli per le scuole. Per il Comune, oggi, è urgente togliere i ponteggi che ci costano 12mila euro annui per il solo noleggio: mettiamo a posto la facciata e, magari, anche l'orologio».

Poi la parola è passata a Renato Innocca: «Oggi è necessario risvegliare le coscienze sopite e tornare a fare una politica dei fatti, non di chiacchiere. Le ultime amministrazioni hanno mostrato un appiattimento di maggioranze e opposizioni. Oggi - ha spiegato - ci troviamo davanti al rischio di vedere una pista ciclabile che potrebbe distruggere il centro urbano. Pensate che al nord le stanno togliendo. Il 'Patto per Nettuno' contesta la pista e lo 'scempio' del Forte Sangallo, ma anche le scelte sul futuro bilancio. Questo gruppo di persone 'stagionate' e con una storia politica diversa è attento ai problemi amministrativi di questa città e vuole fare gli interessi del paese, di un paese che tutti guardavano con invidia e che oggi è diventato una colonia politica della città vicina, con assessori e dirigenti di Anzio che hanno governato. Non si è mai visto in nessun altro posto».

Infine, ecco l'intervento di Gianfranco Rabini: «Oggi la situazione è intollerabile, ma dobbiamo impegnarci per la città. I nostri figli e i nostri nipoti sono diventati emigranti e noi, oggi, vogliamo metterci la faccia perché amiamo questa città. Abbiamo vissuto lo splendore di Nettuno e oggi la vediamo offesa, dileggiata. Possiamo creare i presupposti per un cambiamento e farla diventare turistica? Sì, possiamo e dobbiamo farlo. Abbiamo in mente di appoggiare come sindaco una persona che fra breve scioglierà la propria riserva (chiaro, in questo caso, il velato riferimento a Waldemaro Marchiafava, ndr). La figura del sindaco è importante, ma ancora di più lo è la squadra di governo. Metteremo al centro di ogni cosa il cittadino».