Un tavolo tecnico per affrontare il futuro del porto di Anzio. E' questo quanto deciso dal Consiglio regionale del Lazio, che ha riformulato un ordine del giorno facendo una sintesi di una mozione del 12 dicembre e un altro ordine del giorno presentato dalla minoranza, con il parere favorevole dell'assessore Alessandra Sartore. Il tutto sarà volto alla ricerca di una soluzione legata alle inadempienze collegate alla concessione demaniale del 2011.

«Nella sostanza - spiegano i consiglieri regionali Eleonora Mattia (Pd), Emiliano Minnucci (pd) e Daniele Ognibene (LeU) -, l'ordine del giorno approvato impegna il presidente e la Giunta a istituire un tavolo tecnico, insieme al Comune di Anzio, per valutare la fattibilità del progetto; la messa a ruolo di tutti i mancati pagamenti della società Capo d'Anzio Spa all'Agenzia del Demanio e l'attenta valutazione di condizioni e modalità per giungere alla decadenza della concessione in essere, a tutela di Anzio e di tutto il territorio».

Eleonora Mattia, dal canto suo, ritiene che nell'ultimo mese la maggioranza abbia «lavorato per ripristinare in tempi brevi le condizioni di regolarità, consapevole che ogni inadempienza del concessionario continua a produrre danni, non solo economici, per le comunità locali e per la Regione Lazio».

Più articolato, invece, il pensiero di Daniele Ognibene: «E' ora che si apra una fase davvero nuova in merito alla mancata realizzazione del nuovo porto per capire la complessità della situazione che si protrae da anni senza che si sia data concretezza al progetto, che rischia di vedere fallire delle potenzialità di lavoro e sviluppo dell'indotto della nautica. E' inconcepibile che ancora si parla di realizzare 480 nuovi posti barca ad Anzio quando ancora siamo a carissimo amico. Sul lavoro e sullo sviluppo economico del Comune di Anzio non ci debbono essere partiti presi, ma è giunto il momento di convocare un incontro coinvolgendo la Regione Lazio, la Città Metropolitana, il Comune di Anzio e le società private, per trovare una soluzione e capire chi e dove ha sbagliato verificando in maniera puntuale il ruolo del socio privato della Capo d'Anzio SpA».

Il discorso va oltre: «Prima di tutto - ha aggiunto Ognibene - bisogna decidere se il progetto iniziale è ancora valido per il territorio: mi sembra un progetto sopra dimensionato alle reali esigenze. Oggi abbiamo fatto un ordine del giorno in Consiglio regionale proprio per dare una svolta all'immobilismo. Nessuna ipocrisia pelosa, ma è necessario iscrivere al ruolo delle Agenzie delle Entrate i canoni delle annualità non versate a tutt'oggi, dato che parliamo di soldi pubblici. Ritengo che ci si debba confrontare immediatamente poiché la città di Anzio merita un ruolo di primo piano».