Ci sarebbero molte da risposte da dare sulla vicenda di via Massaro, un progetto da 8,3 milioni di euro destinatario di fondi pubblici che è stato bloccato per mesi dallo scontro a distanza tra il segretario generale e l'ex dirigente ai lavori pubblici Annunziata Lanzillotta. Perché la delibera di variante ancora non arriva in consiglio? Perché dopo la diffida della dirigente Lanzillotta all'indirizzo della Iovinella tutto è rimasto congelato per mesi, senza che la parte gestionale intervenisse in un senso o nell'altro? Quali le ragioni della rimozione dell'incarico alla Lanzillotta (a cui il procedimento era stato tolto con decreto del sindaco) e perché gli assessori Ranieri e Castaldo nella loro nota interna, pur in assenza di controdeduzioni da parte dell'Ufficio della Segreteria Generale, esortavano il Dirigente del servizio «a mandare avanti il lavoro e al ritiro della nota di diffida, al fine di ristabilire il rapporto fiduciario con l'Amministrazione Comunale?». Sono le domande poste dal consigliere comunale di Fratelli d'Italia Nicola Calandrini e a cui ieri ha risposto in question time l'assessore Emilio Ranieri. E lo ha fatto difendendo l'operato del segretario generale Rosa Iovinella. Se la Iovinella il 3 agosto manda indietro ai due dirigenti Ferraro e Iovinella la proposta di delibera su via Massaro contestando la premessa fattuale prolissa e appesantita da continui richiami, l'assessore ha spiegato che ha fatto bene perché il «dirigente non ha corretto l'atto alla luce delle regole» entrando nel merito tecnico degli interrogativi (anche questi molto tecnici) posti da Calandrini. Ranieri ha spiegato passo dopo passo perché la segreteria generale ha correttamente censurato l'atto spiegando che i 97 elaborati già approvati con delibera del 3 agosto 2017 non andavano riportati nella prima parte della delibera. Tanto per fare un esempio. «Se hai già deliberato perché rialleghi i 97 elaborati. La Iovinella ha operato secondo i dettami del piano Anticorruzione».

Calandrini aveva fatto rilevare anche la singolare circostanza per cui su questo atto si è scatenata «la penna rossa» della segreteria generale mentre sulla delibera per la revisione del contratto di Abc la metodica ha avuto tempi lampo contrariamente a quanto chiede (e allerta) il piano anticorruzione. «La delibera di Abc vale 15 milioni di euro - ha detto il consigliere di Fratelli d'Italia - il 26 ottobre il privato chiede la modifica del contratto di servizio e lo stesso giorno in Comune viene predisposto l'atto di delibera che arriva in consiglio sette giorni dopo. Perché in questo Comune si usano due pesi e due misure a seconda dei provvedimenti?». Ma il nodo davvero politico erano i tempi di questa opera da 8,5 milioni di euro, cha e che è bloccata da anni. Il progetto, a cui ha dato respiro il piano di finanziamento delle periferie del Governo, va approvato in variante al Prg per l'incidenza del piano campeggi che va stralciato. Ed è proprio sui tempi che le risposte certe non sono arrivate. Se l'assessore Ranieri aveva spiegato all'inizio che l'atto si è fermato in capo ai lavori pubblici, dopo i rilievi di Iovinella, e che era la Lanzillotta a doverlo sbloccare (da qui il sollecito scritto degli assessori Castaldo e Ranieri di novembre) «stante l'urgenza di sbloccare questo procedimento importante e strategico», oggi che l'atto è in capo ad un altro dirigente da due mesi, non c'è sentore di uno sblocco imminente. «Speriamo di portarla in consiglio in tempi brevi». A margine del question time Ranieri parla di fine gennaio per vedere la delibera approdare in consiglio comunale.