Forza Italia adesso teme davvero che inizi un esodo dei propri delusi verso gli altri partiti del centrodestra, Lega e Fratelli d'Italia in testa. L'ultimo campanello d'allarme è suonato quando è stata ufficializzata l'adesione di Enrico Tiero e Gianluca Di Cocco a Fratelli d'Italia. Proprio loro, nei mesi scorsi, avevano avuto più di un contatto con il coordinatore regionale Claudio Fazzone e sembravano in procinto di ritornare al partito azzurro. Ma alla fine il progetto politico che sta portando avanti Giorgia Meloni è stato più convincente per gli ex Cuori italiani. Del resto la deputata eletta a Latina ha mostrato una strada chiara, quella della creazione di un grande partito conservatore della destra italiana. Un progetto che Forza Italia, in questi mesi, ha colpevolmente sottovalutato. Gli azzurri, nonostante alcuni sondaggi favorevoli, sentono la grande difficoltà di coinvolgere l'elettorato deluso. E non deve ingannare l'ennesima discesa in campo di Silvio Berlusconi: il suo eterno ritorno serve perché Forza Italia rischia, alle Europee, una debacle clamorosa e il suo traino viene considerato indispensabile per garantire punti percentuali che, nella migliore delle ipotesi, potranno garantire qualche deputato Europeo in più. I numeri allarmanti che in questi mesi sono arrivati dai sondaggi hanno messo Forza Italia in una condizione di evidente difficoltà rispetto agli alleati, nonostante nella provincia pontina il partito goda ancora di discreta salute.

L'immagine però è quella di un gruppo dirigente immobile, che non si spende e lascia il campo alle iniziative di Lega e Fratelli d'Italia, che sembrano invece in piena salute. Il partito della Meloni, soprattutto, se riuscirà a portare a termine il piano-Calandrini, spedendo il portavoce pontino al Senato, rischia di mandare in tilt gli equilibri interni degli azzurri di Latina.
Infatti da settimane Alessandro Calvi, coordinatore provinciale pontino, attende qualche segnale in suo favore dai vertici nazionali: una operazione simile a quella Calandrini portata a termine per lui che è primo dei non eletti alla Camera in due circoscrizioni proporzionali.

Per gli azzurri del capoluogo, che ne hanno parlato in alcune occasioni con il senatore Claudio Fazzone, si tratterebbe di un risarcimento dovuto al partito pontino che lo scorso 4 marzo ha dovuto rinunciare a esprimere un proprio rappresentante nell'uninominale alla Camera, anche se ne aveva tutte le chance.
Un'impasse che sta rallentando anche il percorso che porta al congresso provinciale dove lo stesso Calvi dovrebbe confermare la sua candidatura a coordinatore. Ma al nord della provincia e sui Monti Lepini, Forza Italia rischia a breve di implodere se non arriveranno segnali di rilancio. La prospettiva di avere un partito centrato solo al sud pontino è concreta. A tutto vantaggio di Fratelli d'Italia e della Lega, le quali tengono le porte aperte ai tanti azzurri delusi che si affacciano sull'uscio.