«Costituire un altro gruppo consiliare, sollevare dei distinguo, anteporre l'ego alla ragione, non è la soluzione». Marina Aramini, consigliera di Lbc, confina nel circuito del protagonismo la scelta dei tre colleghi Antoci, Tassi e Di Trento di uscire dal gruppo e costituirne un altro. Lo fa in una nota ufficiale commentando l'ultimo scossone arrivato a minare le fondamenta della casa del bene comune. Quello che i più critici del movimento hanno mostrato è voglia di visibilità, ego da ostentare e non l'ultima mossa di dissenso arrivata dopo una serie di segnali di fumo lanciati sui radar di Lbc da due anni a questa parte. Dissenso che ha sorpreso nel quartier generale del movimento già dalla sera prima delle lettera protocollata a Colazingari, come se le avvisaglie del malcontento interno non ci fossero mai state. Eppure avevano già attecchito sin da metà 2017 con i malumori dei consiglieri surclassati dalla giunta, con le prime prese di distanza di Tassi e Di Trento figlie dell'addio di Costanzo, con gli abbandoni dei presidenti dal ruolo di guida delle commissioni, con le frizioni interne al movimento sia sulle "invasioni" di campo del direttore generale che sulla controproducente politica di comunicazione.

La lettura di Aramini, simile a quella di altri colleghi rimasti vicini a Coletta e dentro Lbc come Isotton mostra la fase di difficoltà vissuta dal movimento proprio nel momento in cui non riconosce la malattia e non ne vede i sintomi. Quella malattia costituita prima dall'affievolirsi del consenso generale della città, trainata dall'onda di grande aspettativa poi frustrata dal non vedere risultati tangibili del cambiamento, e oggi contrassegnata anche dalla perdita del consenso monocolore dentro il consiglio comunale. «Le inadeguatezze ancora ci sono – scrive Aramini - ma combattere in una terra di frontiera come Latina richiede più unità che facili distinguo tecnici dai tuoi consiglieri di maggioranza e dalla tua giunta che restano in attesa di capire i motivi della presa di distanza da un progetto politico sicuramente di difficile realizzazione. LBC aveva un privilegio, questo sì, di essere un gruppo consiliare unico e coeso ora vedremo come si concretizzerà la tanto sottolineata fiducia al Sindaco Coletta e al progetto politico di LBC. Certamente i risultati che otterremo non saranno merito di un non meglio precisato "pungolo", ma del grande impegno che continuerà ad esserci uguale a sempre».

Peccato, però, nemmeno una riflessioni sulle ragioni del dissenso che sono comuni con le lamentele di tanti cittadini.