"«Sì, abbiamo sbagliato»; «Già, avevate ragione voi». Quante volte avete sentito e pronunciato frasi del genere, da quest'amministrazione? Spero di non sbagliarmi – appunto – ma credo sia merce rara. A tutti, capita ogni giorno di fare degli errori evidenti: numeri che non tornano, annunci fallimentari, citazioni false, e così via. Anche sulla scelta effettuata da Di Trento, Tassi e Antoci, si cerca però, l'arrampicata sugli specchi. Perché è così difficile ammettere di avere torto? Se oltre alle opposizioni, oggi anche gli eletti di LBC esternano il proprio disappunto, e aggiungerei anche molti elettori, non sarebbe il caso di dare una sterzata all'azione amministrativa?". Gianluca Di Cocco, portavoce comunale di Fratelli d'Italia, sposta il ragionamento sulla crisi interna a Latina Bene Comune sul concetto troppo sottovalutato di riflettere sui propri errori. Cosa che, a suo avviso, Lbc non fa. Il caso dei dissidenti sta lì a dimostrarlo. 

"I tre fuoriusciti vengono criticati per aver abbandonato, ma non ci si concentra sulle cause dell'addio. Lbc resta così come una fetta di persone normalissime, che ogni tanto fanno errori, ma si dannerebbero l'anima piuttosto che confessarlo. A nessuno piace sbagliare, è ovvio; ma da qui a essere del tutto incapaci di mostrarsi in fallo c'è un abisso psicologico ed etico. Una via per uscire da questa esaltazione che sta creando seri danni, è quella di farsi un esame di coscienza e capire, abbandonando quella, molto più economica e semplice, che la colpa sia sempre altrove. È paradossale che, chi ha espresso pubblicamente e alla luce del sole proposte, critiche e visioni politiche alternative, sia richiamato all'ordine, come è oggi accaduto ai tre consiglieri fuoriusciti, per aver sollecitato ad una coerenza con il voto espresso dagli elettori, pur avendo, con le proprie specificità, sempre garantito leale e fattivo sostegno alla azione amministrativa. Non si può minimizzare il problema, che sarebbe il minore, se solo fosse basato su di una crisi interna della sola LBC".