Quella di stamattina non sarà la classica assise con l'atmosfera da primo giorno di scuola. Il Consiglio di insediamento dell'amministrazione Carturan rischia di trasformarsi in una resa dei conti, visto che nelle scorse ore non è stata trovata ancora una quadratura tra le forze di maggioranza. Quanto sta emergendo dalle «stanze segrete» di via Zanella racconta di un clima tutt'altro che pacato e disteso. Le nuove elezioni hanno ridisegnato le posizioni di forza dei partiti, che nelle scorse ore sono entrati in conflitto tra loro per le cariche. Nel mezzo il primo cittadino che prova, come un equilibrista su di un filo, a non cadere da questa o quella parte. E ricostruendo le sue ultime mosse ufficiali, è chiaro che l'attrito tra le parti non è ancora sciolto.
Nella giornata di ieri sono stati nominati tre assessori: Alberto Ceri, Renato Campoli e la new entry Claudio Papacci. Per i primi due - entrambi provenienti da liste civiche - si tratta di una riconferma, mentre un discorso particolare merita l'ex scudiero di Gianluca Del Prete. Il deus ex machina del borgo di Le Castella, fino a novembre era un consigliere di opposizione, salvo fare il salto della staccionata lo scorso dicembre, alleandosi con il primo cittadino.
Una scelta che gli ha fatto perdere parte dell'elettorato, rimanendo così fuori dall'assise. Uscito quindi dalla porta di servizio è rientrato da quella principale, con la nomina ad assessore. Ma la delega assegnata, per lui come per gli altri due, rimane ancora un mistero. Nel decreto infatti, non compare alcuna specifica. Rimangono comunque altre nomine da fare, con le quote rosa ancora da scegliere. E qui si entra nel cuore della situazione. Questa parte della giunta doveva essere garantita dalle donne di Lega e Fratelli d'Italia. Ma sono proprio questi due partiti a essere entrati in conflitto, seppur indirettamente. Entrambi i partiti, per diverse motivazioni, reclamano la carica di presidente del Consiglio. Fino alla famosa sentenza del Tar, questo ruolo era ricoperto da Pier Luigi Di Cori, iscritto al partito di Salvini. Carica che adesso sembra essere destinata a Vittorio Sambucci, di Fratelli d'Italia, il candidato con maggiori preferenze alle ultime elezioni. Per arrivare a questo, sempre stando a quanto raccontano dal Comune, ci sarebbe stata una raccolta di firme partita da FdI per sfiduciare Di Cori. Dodici su quindici consiglieri di maggioranza avrebbero già firmato, con gli unici rifiuti ovviamente arrivati dai tre della Lega. Una mossa che avrebbe innervosito e non poco il partito di Salvini. Un cambio della guardia che dovrebbe a questo punto riguardare anche il ruolo di vice sindaco, in precedenza occupato appunto da un iscritto di FdI, cioè Federica Agostini. E qui entra in gioco l'ex assessore ai servizi sociali Federica Felicetti. In linea con il suo partito, avrebbe rifiutato inizialmente questo incarico come quello di assessore. Tutto questo sta comportando un clima instabile all'interno della maggioranza, pronto a deflagrare questa mattina nella prima seduta del Consiglio comunale. Il colpo di teatro nemmeno seppur remoto, potrebbe vedere la Lega, il partito più votato, che trasloca in opposizione. Difficile ma a oggi non così impossibile.