I consiglieri di "Sperlonga Cambia" rispondono a chi aveva chiesto le loro dimissioni: «Fare politica a Sperlonga, nella veste di consiglieri di minoranza - si legge - richiede una passione enorme per il proprio paese e significa rappresentare uno degli ultimi baluardi a tutela della legalità e della trasparenza, dando voce a coloro che vengono ignorati dalla politica e dalle istituzioni». Secondo il gruppo, il paese è bloccato sotto tutti i punti di vista, politico, sociale e culturale, senza prospettive future certe, neanche sotto il profilo economico. «Il sindaco, dopo l'arresto e 8 mesi di sospensione dalle funzioni - scrivono - è tornato in carica malgrado sia sotto processo anche per corruzione e appalti truccati. I consiglieri di maggioranza fedeli al sindaco Cusani si limitano ad alzare la mano in Consiglio ma sono totalmente assenti dal dibattito politico. Il paese vive una fase di enorme difficoltà, bloccato da un'evidente paralisi amministrativa che spazza via ogni possibilità di sviluppo per il nostro paese e impedisce di offrire risposte ai giovani, alle famiglie e agli imprenditori, vittime di una situazione sempre più complicata e dannosa».
Allora quali soluzioni per il futuro? "Sperlonga Cambia" lo ha sottolineato in seguito: «Quella delle nostre dimissioni non è la soluzione. Anche qualora tutti i consiglieri di minoranza e tutti i candidati nella nostra lista chiamati a subentrare in Consiglio comunale si dimettessero dall'incarico, la legge non prevede lo scioglimento del Consiglio. Perché ciò accada, infatti, dovrebbero dimettersi la metà, più uno, dei consiglieri. In un contesto come quello in cui si trova Sperlonga, quindi, rassegnare le dimissioni significherebbe abbandonare i cittadini ai loro problemi, eliminando ogni forma di resistenza all'azione dannosa e arrogante della maggioranza. Il nostro gruppo consiliare - si legge in conclusione - continuerà a lavorare per cambiare la città, iniziando a ricostruire un sentimento di unione e di appartenenza».