Il rilancio della politica del centrosinistra deve iniziare dalle autonomie locali. Il segretario provinciale del Partito democratico Claudio Moscardelli è convinto che questo sia uno dei temi su cui il congresso nazionale in corso deve indicare una strada univoca. In particolare per quel che riguarda il ruolo delle Province, rimaste nel limbo di una riforma, la Delrio, mai completata.

«Il congresso nazionale del PD deve affrontare alcuni temi cruciali sul futuro dell'Italia e tra questi il tema delle autonomie locali e il rilancio delle Province rappresenta uno snodo cruciale per rilanciare la politica, il Paese - spiega Moscardelli - Con le autonomie locali occorre ridisegnare il ruolo delle regioni: le regioni reclamano più poteri e più autonomia. Ritengo che non possiamo affrontare questa richiesta senza aprire una nuova fase che ridisegni il ruolo delle autonomie locali e il ruolo delle Province in particolare. Occorre evitare il moltiplicarsi di tanti stati centrali regionali che soffocano i territori, in particolare quelli fuori delle città metropolitane, per assicurare sviluppo e coesione tra territori e aree diverse che hanno squilibri enormi. Al rilancio di Comuni e di Province si lega il nodo politico del blocco della classe dirigente. Il congresso nazionale del Pd rappresenta un'opportunità eccezionale per dare spinta a questo processo riformatore. Per affrontare questi temi ho organizzato per febbraio (sarà presto comunicata la data) come Federazione Provinciale del Pd un'iniziativa con il Presidente delle Provincia di Latina Carlo Medici ed il Presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo. Saranno invitati il Segretario Regionale del Lazio Bruno Astorre, il Presidente del Pd Alemanni e l'onorevole Claudio Mancini, oltre ad amministratori comunali e provinciali e alle nostre rappresentanze regionali, sollevando anche il tema dell'incostituzionalità del voto indiretto. In quella occasione proporrò un'iniziativa legislativa per ridare il voto diretto dei cittadini per l'elezione del Presidente della Provincia e dei consiglieri di un Ente che, a seguito della mancata approvazione della riforma, è rimasto in Costituzione».
Altro tema che Moscardelli ritiene prioritario è quello della formazione, della selezione e del ricambio della classe dirigente, «da sottrarre ad un regime di cooptazione oligarchica come è da troppi anni per il Parlamento. Comuni, Province e Regioni debbono poter assolvere a questa funzione, ora bloccata dall'elezione diretta e senza previsione di un meccanismo che preservi la stabilità dell'istituzione in caso di assunzione di responsabilità a più alto livello del suo vertice (Sindaco o Presidente) senza che ne discenda lo scioglimento delle rispettive Assemblee. Una vera e propria barriera istituzionale di cui non c'è traccia nei Paesi ad indirizzo federativo gelosi della propria autonomia. Per questo ritengo che il PD debba presentare in Parlamento e in Consiglio Regionale delle proposte di legge che riprendano quella che ho già presentato in Senato per i Sindaci. Si tratta di prevedere che l'elezione diretta dei Presidenti e dei Sindaci avvenga con la candidatura in contemporanea di un VicePresidente e di un Vice Sindaco, garantendo altresì la differenza di genere tra le due figure in elezione, in modo che in caso di dimissioni del Presidente o del Sindaco sia il Vice a condurre a termine la legislatura o la consiliatura, consentendo così di poter assumere incarichi senza interruzioni traumatiche della vita dell'Istituzione.
Le Province - conclude Claudio Moscardelli -  possono essere ridotte significativamente di numero ai fini del riequilibrio interno a ciascuna regione a partire dal Lazio con le province del Lazio sud e del Lazio nord. Ormai molti organismi sono stati accorpati e bisogna unirsi per essere protagonisti dentro e fuori regione. Occorre rafforzarne i compiti, secondo il principio di sussidiarietà, con poteri e risorse decentrati dalle regioni, oggi appesantite da grandi apparati burocratici, superando l'attuale squilibrio tra aree di serie A e di serie B a seconda che siano dentro o fuori le città metropolitane".