Investimenti indispensabili per l'azienda speciale. E quindi è indispensabile anche il mutuo, che raggiungerà la cifra di 20 milioni di euro.E' questo, in sintesi, il De Stefano-pensiero. Il presidente del Consiglio di amministrazione dell'azienda speciale Abc ha diramato una nota nella quale risponde alle recenti polemiche emerse dopo la pubblicazione del piano industriale revisionato dai veneti di Contarina e in più annuncia alcuni capisaldi di quello che dovrà essere il futuro della gestione dei rifiuti. E da un punto non si prescinde: servono i soldi per fare la raccolta porta a porta spinta. 

"Per prima cosa mi preme dire che l'Azienda speciale Abc non è in crisi o allo sbando - afferma il presidente del Cda Demetrio De Stefano - abbiamo chiuso il Bilancio preconsuntivo 2018 che presenta un utile di esercizio ed ancora avendo licenziato il bilancio previsionale 2019 con la conferma di risultati positivi". Un fatto però abbastanza scontato, considerando che l'azienda non sta facendo investimenti e che appunto non prende rischi. De Stefano aggiunge che non ci saranno rincari per la Tari: "Il gettito TARI, ossia il fabbisogno economico per la copertura di tutti i costi correlati al servizio di igiene urbana, nel passaggio dal 2017 al 2018 non è aumentato. Questo significa che la tariffazione sui cittadini di Latina non è aumentata, pur in presenza di un incremento della produzione totale di rifiuti nell'anno. Il Piano Economico Finanziario del 2017 esponeva infatti un valore di 25,883 milioni di euro mentre quello del 2018 si è attestato a 25,878 milioni di euro, per quanto riguarda il 2019 pur non avendo un dato ufficiale si prevede un ulteriore diminuzione di tale valore. Il quantitativo di rifiuti prodotti, e dunque avviati a recupero e trattamento, è però cresciuto di oltre 1,211 milioni di chili nel passaggio dal 2017 al 2018. Azioni di razionalizzazione della spesa e di ottimizzazione dei servizi hanno quindi consentito di mantenere invariato il costo del servizio, pur in presenza di considerevoli incrementi dei volumi di rifiuti da gestire. La ABC ha, per così dire, dovuto lavorare di più per effetto dell'aumento della produzione di rifiuti ma non ha registrato costi maggiori".

Sulla raccolta differenziata il presidente di Abc prova a vedere il bicchiere mezzo pieno, anche se sfiora il comico l'affermazione secondo cui "dal 23% del 2017, si è passati al 24% del 2018 con punte del 26%". 

Infine, il tema che fa più discutere, ovvero il piano industriale, su cui si è pronunciata la revisione targata Contarina. "E' ovvio che sia diverso dal precedente, viceversa non ci sarebbe stato bisogno di intervenire" spiega il presidente dell'azienda speciale. Ed è vero. Il punto è che si revisiona un piano industriale a pochi mesi, non anni, dal precedente. Tutto legittimo, ma viene il sospetto che quello precedente fosse sottostimato o inadeguato alle necessità del servizio. Ed è comunque distante dai numeri della relazione ex articolo 34, quella che ha portato alla costituzione dell'azienda speciale e soprattutto a preferire questo tipo di gestione rispetto alla esternalizzazione del servizio. Un aspetto che di fatto lo stesso presidente De Stefano conferma con le sue parole: " La volontà del Consiglio Comunale era ed è tuttora quella di far sì anche il Comune di Latina si possa allineare alla migliori pratiche di gestione rifiuti e, attraverso l'avvio della raccolta differenziata spinta, possa raggiungere gli obiettivi che anche la comunità europea richiede e cioè, attraverso il sistema della differenziata, arrivare al recupero delle varie materie prime seconde.  Per raggiungere questi obiettivi bisogna operare investimenti.Nella prima ipotesi gli impegni finanziari per l'avvio del servizio erano stati stimati pari a circa 18 milioni di euro, di cui 12 acquisibili attraverso un mutuo e circa 6 milioni con altre forme di finanziamento (leasing noleggio e altro). Il nuovo Piano prevede modalità simili con un investimento complessivo totale (da spalmare però nell'articolazione dell'avvio del nuovo servizio) pari a circa 20 milioni di euro. Non si tratta, quindi, di stravolgere alcuna volontà pregressa ma semplicemente di attualizzarla".

Poco più di un anno fa la previsione era di 12 milioni di euro, oggi siamo lievitati a 20 milioni. L'attualizzazione sta tutta qui. Ed è un nodo politico.