I primi dubbi espressi dalla politica sulla variante Q3 e sull'eliminazione del vincolo alberghiero che la giunta del sindaco di Latina Damiano Coletta ha approvato il 28 dicembre scorso in favore dell'istanza di un privato, sono stati espressi con veemenza sin dall'inizio dal consigliere comunale della Lega Massimiliano Carnevale. Che oggi ha le idee molte chiare su quello che sta avvenendo.

Carnevale, lei è stato il primo consigliere comunale ad attenzionare questa vicenda sulla quale pare la magistratura ipotizzi tre tipi di reato, da dove sono nati i suoi dubbi?
Per prima cosa ho trovato anomala la tempistica della delibera di giunta, su argomenti urbanistici che non erano passati in commissione, fatta a ridosso delle vacanze natalizie e con tempi ultra veloci. La delibera per la variante in Q3 è stata approvata in meno di un mese quando ci sono centinaia di istanze di semplici cittadini che aspettano risposte da anni.
E per di più le mie perplessità sono aumentate quando per ben due volte mi sono recato presso gli uffici comunali per visionare gli atti che risultavano allegati alla delibera e depositati presso il settore competente e per ben due volte non sono riuscito a visionarli. A lei non suona strano? Così come non trova strano che sembra che gli stessi Carabinieri del Nipaf, come ha scritto il suo giornale, siano dovuti tornare in Comune per ben due volte prima di ricevere dall'assessore competente gli atti richiesti?

Ma tra tanti dubbi lei si è fatto invece un'idea su cosa sia successo in merito all'iter di questo atto?
La mia idea è che purtroppo, come ho ampiamente rappresentato in tutte le sedi possibili, ci troviamo di fronte a diverse anomalie che viziano profondamente l'atto approvato e che sono parte sostanziale della delibera e delle sue premesse.

Quali sono queste anomalie?
Quelle che le ho appena citato, il periodo scelto, la tempistica e la mancanza di trasparenza. E non solo, le aggiungo la cosa più grave in termini urbanistico-amministrativi: qui ci troviamo davanti ad una delibera che considera un vincolo ipotecario, concesso a garanzia di un finanziamento ottenuto e scaduto nel 1987, alla stregua di un vincolo di pianificazione urbanistica impresso dalla variante di Prg approvato dalla Giunta Regionale nel 1992. Quindi si è erroneamente confuso un vincolo urbanistico di Piano - che non scade mai a meno che non si modifica il piano stesso con le dovute procedure - con un altro vincolo finanziario, che la delibera invece definisce urbanistico, che altro non è che un'ipoteca posta anche su due appartamenti in via Villafranca e via Umberto I.
Le faccio un esempio per assurdo, in maniera che i lettori possano capire meglio: lei ha un terreno agricolo, chiede un finanziamento alla regione che vi appone ipoteca e lo vincola l'utilizzo ai fini delle coltivazione agricola. Lei nell'arco di 10/20 anni paga il finanziamento ed estingue l'ipoteca, poi che fa? Chiede alla Regione se il vincolo è estinto e scrive al Comune per farsi modificare la zonizzazione da agricola a commerciale o residenziale. Ma dove la trova una Giunta e un'amministrazione comunale che le accorderebbe una variante urbanistica essenziale al Prg con questa velocità e in questi termini?

Quindi secondo lei non si poteva procedere come ha fatto la Giunta?
Assolutamente no! Poiché la destinazione «attrezzature turistiche con destinazione alberghiera» è stata impressa con la Variante di Prg del ‘92 e secondo l'articolo 3 delle Norme Tecniche Attuative del Prg comunale oggi vigenti, il cambio di destinazione deve essere approvato dal Consiglio Comunale e non dalla Giunta.

Ma il sindaco Coletta ha dichiarato che la delibera è stata approvata in ben due Commissioni Consiliari.
Guardi, se le dichiarazioni del Sindaco fossero vere significa che mente su questa cosa e lo fa sapendo di mentire alla città e anche alla sua maggioranza perché la delibera è arrivata in Commissione postuma, ovvero solo successivamente all'approvazione in Giunta e, sottolineo, solo su richiesta mia e dell'opposizione. E' chiaro che a quel punto già si era concluso l'iter amministrativo del provvedimento e l'unica cosa che ho potuto fare è stata quella di sensibilizzare gli altri commissari sull'eventuale rischio di danni alle casse comunali e alle tasche dei cittadini di Latina e chiedere quindi il ritiro della delibera in autotutela.

Si spieghi meglio su questi rischi di cui parla.
La delibera come si legge nell'atto approvato dalla Giunta è immediatamente esecutiva e in base a questo già oggi il privato potrebbe vantare legittime aspettative e diritti e, nel caso di futuro annullamento, potrebbe rivalersi sul Comune. Tra l'altro siamo sicuri che quel terreno sia libero da vincoli espropriativi?

Che intende?
Per farla breve, nel 1978 con decreto della Giunta Regionale 791 fu addirittura stabilità un'indennità di esproprio per quell'area. Mi chiedo: è stato verificato come sia andata poi a finire? Non trova che il mio sia un dubbio più che legittimo dopo le passate vicende?
A noi come Lega interessa il bene della città e abbiamo sempre dato il nostro contributo, anche dai banchi dell'opposizione, per soluzioni costruttive a favore del vero bene comune. Allo stesso tempo però i nostri principi, pur confidando nella buona fede della sequenza di errori, ci impongono di non tollerare l'eventualità di un sindaco e di una giunta indagati proprio su vicende urbanistico-amministrative che in passato Coletta ed Lbc hanno strumentalizzato in campagna elettorale per arrivare a vincere le elezioni. Se solo la metà di queste cose dovessero trovare riscontro, si potrebbero aprire le porte per un terzo commissariamento consecutivo del Comune di Latina.