"Il piano industriale commissionato da ABC – con altri costi a carico dei Cittadini di Latina - depositato agli atti del Comune il 14 dicembre 2018, non risponde agli indirizzi approvati dal Consiglio Comunale. Ora lo ha ammesso anchel'assessore al Bilancio  Gianmarco Proietti, al quale va dato atto di onestà intellettuale".Lo afferma il capogruppo di Fratelli d'Italia Nicola Calandrini riprendendo l'intervista rilasciata a un sito web online da Proietti. Calandrini approfitta di queste parole per rilanciare la polemica sul piano industriale, sui numeri confliggenti e per chiedere le dimissioni dell'assessore all'Ambiente Roberto Lessio e dei componenti del Consiglio di amministrazione dell'azienda speciale.

"L'assessore Proietti - sottolinea Nicola Calandrini - ha dichiarato quanto segue: Come assessore non ho spazi di manovra, tutto questo è stato definito dal consiglio comunale con l'approvazione della relazione ex art.34. Questa relazione prevede un mutuo che ha un tetto di 12 milioni di euro e l'azienda deve funzionare dentro quel recinto. Chiunque dice qualcosa di diverso deve presentarsi in consiglio comunale. E io non ho intenzione di chiederlo al consiglio. ABC può funzionare su quella relazione, aggiungendo inoltre che il Piano industriale ora deve "Deve essere gestito dai nostri uffici. Cambiamo il piano industriale": è quindi condivisa la mia affermazione che questo Piano non doveva varcare la soglia del palazzo comunale.

Ora si deve avere il coraggio di assumere immediatamente i provvedimenti conseguenti: le dimissioni dell'Assessore all'Ambiente Lessio e dei componenti del C.d.A. - affonda il colpo Nicola Calandrini - Il primo per le responsabilità nella gestione di un procedimento che fa acqua da tutte le parti, per la stratificazione di errori su errori, e che rischia di scrivere una delle pagine più brutte della storia amministrativa di questa Città: se l'esito del ricorso al Consiglio di Stato, la cui udienza dovrebbe essere stata fissata per il 21 febbraio, non sarà positivo per il Comune – e spero vivamente per il bene di tutti che questo non accada - il danno sarebbe enorme.

I secondi perché hanno abbondantemente dimostrato di non rispettare gli indirizzi del Consiglio Comunale, a cui la loro attività doveva uniformarsi, e per il solo fatto di aver tentato di condizionare l'Ente in scelte fuori dai canoni normativi, accreditandosi, attraverso lo strumento inconferente del Piano Industriale, attività che non gli sono state mai affidate dal Consiglio Comunale (gestione integrale del ciclo dei rifiuti; applicazione della tariffa rifiuti puntuale e sua gestione). Sindaco Coletta intervenga subito e senza esitazioni".