L'assessore all'Ambiente Ennio Zaottini ha rappresentato l'amministrazione comunale di Sabaudia durante l'ultima seduta della Commissione regionale per la tutela del territorio, tenutasi lo scorso 11 febbraio.

L'assessore, ricordando il protocollo d'intesa siglato con l'Ente regionale insieme al Comune di Latina in tema di ripascimenti della falcata da Foce Verde a Torre Paola, ha ribadito la necessità di un pronto intervento a tutela dell'intero territorio costiero. L'intervento ha richiamato alle responsabilità la Regione e l'assessore competente, soprattutto in virtù dell'acuirsi del fenomeno erosivo e delle conseguenze dei gravi eventi atmosferici che hanno interessato le coste pontine nei mesi scorsi.

"A poche settimane dall'apertura della stagione estiva ci troviamo ancora una volta di fronte una costa che va via via modificando il suo aspetto, recando gravi danni al paesaggio ma soprattutto ai diversi operatori balneari. Occorre una presa di posizione più incisiva da parte della Regione e prima ancora una valutazione lungimirante atta ad arginare il fenomeno ingravescente dell'erosione costiera, anche in riferimento alla realizzazione del porto di Anzio", ribadisce Zaottini, che prosegue: "Considerare le proprie coste come un'unica falcata, come hanno fatto Sabaudia e Latina, è senza dubbio la strada vincente. Per questo ci impegniamo nel più breve tempo possibile a realizzare un progetto complessivo che porti ad un ripascimento serio delle nostre coste, un progetto reso possibile dal protocollo d'intesa siglato a novembre 2018 tra Regione Lazio, Comuni Sabaudia e Latina, Carabinieri Forestali, Consorzio di Bonifica e Parco Nazionale del Circeo, per il quale la Giunta regionale ieri ha stanziato cospicui finanziamenti".

L'assessore Zaottini ribadisce quanto possa essere invalidante per la costa la costruzione del porto di Anzio, così come avvenuto al tempo per quello di San Felice, a causa del quale, come riportato da uno studio dell'Ispra del 2008 "si sono verificate significative riduzioni dei fondali antistanti le opere portuali ed importanti fenomeni erosivi del litorale da San Felice Circeo a Terracina". Sono prevedibili, dunque, gli effetti del nuovo molo di Anzio sulle coste pontine, come descritto dalla Regione Lazio già nel 2012 nelle "Linee Guida per la redazione del piano dei porti e delle coste del Lazio", che così riportano: "La realizzazione di nuove strutture aggettanti in mare accentuerebbe una situazione già di grave instabilità della linea di costa dovuta all'interruzione dell'alimentazione della sabbia da nord. Alla luce di quanto esposto, la realizzazione di opere portuali a mare potrebbe arrecare un grave pregiudizio alla tutela degli arenili lungo la costa in esame, sia per l'occupazione fisica del porto stesso, in ambito molto esteso, sia per gli effetti sull'erosione e sull'integrità delle dune e sugli habitat umidi del Parco Nazionale del Circeo…". Alla luce di ciò, senza voler danneggiare gli interessi legittimi della città di Anzio, l'assessore ribadisce la preoccupazione che questi stessi interessi possano recare danno permanente alle coste pontine.