Un nuovo centro di accoglienza straordinario alla periferia di Aprilia, per accogliere altri 35 richiedenti asilo di diverse nazionalità che nelle scorse ore hanno già preso possesso degli alloggi ricavati presso un agriturismo. Il terzo Cas per il territorio apriliano troverà posto nel casale di via del Tufello, che la cooperativa pugliese individuata attraverso il bando indetto dalla Prefettura per la gestione dei centri di accoglienza straordinari sul territorio provinciale, ha ritenuto idoneo per ospitare 35 richiedenti asilo. L'arrivo dei rifugiati, annunciato all'amministrazione Terra alcuni giorni fa, sembrava essere stato sospeso provvisoriamente per problemi organizzativi, invece lunedì in tarda mattinata la Polizia Locale è stata informata attraverso un fax dell'imminente arrivo del gruppo di stranieri, che ha già preso possesso del casale posto in periferia, in una zona di campagna piuttosto isolata e poco collegata al centro. «Altri 35 richiedenti asilo sono stati ospitati ad Aprilia, zona via Apriliana – accusa il capogruppo della Lega, Roberto Boi – e non possiamo non restare basiti della superficialità con cui l'amministrazione continua a gestire un tema tanto delicato. Ogni parte politica sui temi dell'accoglienza conservi pure le proprie posizioni, ma lo faccia a viso aperto e assumendosi delle responsabilità. Riteniamo assurdo e poco trasparente che un sindaco non ritenga opportuno informare la cittadinanza dell'arrivo di un nuovo Cas, il terzo in città. Pressappochismo, opacità e disattenzione che sono marchi di fabbrica del progetto civico facente capo al sindaco Antonio Terra».
E' proprio il primo cittadino però a rompere il silenzio sul tema dell'accoglienza che continua ancora a dividere. «Dieci giorni fa ci avevano annunciato l'apertura del Cas – ha confermato il sindaco Antonio Terra – il terzo per il nostro territorio dopo quelli allestiti presso le ex Rsu lungo la Pontina in zona Frassineto e di Casello 45, poi però ci era stata comunicata la sospensione di questa attività e solo ieri siamo stati informato dell'arrivo di questi ragazzi. Tre centri di accoglienza sul nostro territorio, ma il numero di persone accolte si riduce: ne restano 50 a Casello 45, 50 nella struttura lungo la Pontina e le 35 persone appena arrivate, oltre ai 35 profughi siriani accolti a Campoleone attraverso il corridoio umanitario ma in parte trasferiti altrove. A stabilire la prosecuzione dei Cas è stato proprio il governo, che ha sospeso le nuove richieste per gli Sprar e i progetti di inclusione a questi legati, ai quali avevamo chiesto di aderire. Non siamo preoccupati per l'arrivo di queste persone, ma riteniamo inopportuna la scelta dei luoghi dove i centri di accoglienza sono stati ubicati: queste persone così sono condannate all'isolamento, non potranno raggiungere il centro, o potrebbero farlo a rischio della vita percorrendo a piedi una strada ad alto scorrimento come la Pontina. Gli Sprar avrebbero garantito all'amministrazione una gestione diretta e previsto risorse per portare avanti progetti di inclusione e integrazione per adulti e bambini. Non abbiamo potere decisionale su queste vicende, chi è contrario non è a noi che deve rivolgere le proprie lamentele rispetto alla gestione dei Cas».