Il segretario nazionale del Pd e presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha presentato oggi il simbolo con cui il Partito democratico si presenterà alle elezioni Europee del 26 maggio prossimo. Al simbolo tradizionale del Pd è stato aggiunto il logo di Siamo Europei, lanciato dall'ex ministro Carlo Calenda e il simbolo del Pse, il Partito socialista europeo.

«La prima parola d'ordine è sicuramente unità – ha detto il presidente della Regione Lazio – E' un'offerta di unità, uno strumento al servizio del cambiamento e della necessità in questo Paese di unirsi per fermare una pericolosa deriva nazionalista che può condizionare in maniera intollerabile il nuovo Parlamento europeo». «La sfida unitaria è aperta – ha proseguito – In tutta Italia prendono forma alleanze per le amministrative le più larghe possibili. Questo simbolo che presentiamo rappresenta l'unità, non un insieme di liste, ma una lista aperta». E per dimostrare l'apertura, Zingaretti annuncia che «l'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia guiderà la lista nella circoscrizione Nord-Ovest».
Apertura anche verso gli ex di Mdp Articolo 1. «Con Articolo 1 è aperto un confronto che mi auguro nelle prossime settimane porti a un loro coinvolgimento - ha detto ancora il presidente Zingaretti - La sfida di questo logo è proprio quella di far incontrare delle diversità».

Lavoro e ambiente sono due degli argomenti declinati da Zingaretti durante la presentazione. «Creare lavoro, creare lavoro, creare lavoro - ha ripetuto il segretario - i dati economici del nostro paese sono drammatici. Penso in particolare a chi governa, al ministro Salvini ma non solo. Non date la armi alle persone, dategli il lavoro, se siete capaci». Sul fronte della nuova economia e della sostenibilità, Zingaretti ha parlato di un «green new deal». Dopo Zingaretti ha preso la parola Carlo Calenda, il quale ha spiegato che l'Italia corre il rischio di essere «il primo grande Paese fondatore a uscire dall'Europa e dall'Occidente. Noi non vogliamo che esca dalla serie A. Io sarò capolista nel Nordest, ma serve una grande mobilitazione».