Il Comune di Itri pronto a difendere Radio Radicale e il servizio svolto dall'emittente per l'informazione. Nei giorni scorsi, il Consiglio comunale ha approvato una delibera con cui s'invita il sindaco ad attivarsi presso il Governo nazionale per la prosecuzione della trasmissione radiofonica delle sedute dei lavori parlamentari con la proroga del vigente regime convenzionale con il Centro di produzione spa.
La proposta, come ha spiegato il sindaco Fargiorgio, è arrivata dalla stessa direzione di Radio Radicale ed è stata sposata dall'amministrazione comunale, intenzionata a tutelare il pluralismo dell'informazione. Il nodo sta nel dimezzamento della convenzione con il ministero dello Sviluppo Economico, con conseguente riduzione anche del trasferimento dei fondi. La convenzione prevede che nel corso dell'anno la radio trasmetta almeno il 60 per cento delle sedute delle due Camere nella fascia oraria che va dalle 8 alle 20.
Si ricorda poi il lavoro svolto da Radio Radicale, con il suo immenso archivio istituzionale, giudiziario, dei partiti e dei movimenti politici, dei sindacati, delle associazioni e non solo. Basti pensare che sono registrate le sedute del Senato a partire dal 7 giugno 1977, della Camera dal 26 settembre 1976, ma pure quelle del Consiglio superiore della Magistratura, dei Consigli regionali di Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Piemonte, Toscana e Lombardia, nonché dei processi di grande rilievo per quanto riguarda l'archivio giudiziario. Parlano i numeri. In archivio ci sono oltre 540.000 registrazioni, 224.000 oratori, 102.000 interviste, 23.500 udienze, 3.300 giornate di congressi di partiti, associazioni e sindacati, più di 32.000 tra dibattiti e presentazioni di libri, oltre 6.900 tra comizi e manifestazioni, 22.600 conferenze stampa e più di 16.100 convegno. Questo il patrimonio che il Comune di Itri vuole tutelare, consapevole che non sa quanto la delibera possa influire sulle decisioni di governo. Ma - ha detto il sindaco - è anche un segnale «per far capire che non è giusto togliere la parola a nessuno». Dodici i voti favorevoli e due gli astenuti: Agresti e Cece. Quest'ultimo ha motivato la sua decisione esprimendo apprezzamento per il servizio svolto, ma perplessità sui costi sostenuti.