Le elezioni Europee sono, da sempre, quelle più distanti dall'elettorato, quelle meno sentite. Il prossimo 26 maggio i partiti populisti d'Europa vorrebbero trasformare il voto in una sorta di referendum che dica sì o no all'Unione come la conosciamo. Simona Bonafè, capolista del Partito democratico per la circoscrizione Centro, alla domanda in questione ha risposto con un libro che racchiude i suoi primi cinque anni da parlamentare a Strasburgo e Bruxelles: «Senza (Europa) è peggio». 
Oggi al circolo cittadino la sala era piena per ascoltare la giovane euro-deputata toscana, che cinque anni fa è stata la più votata in Italia con oltre 288 mila preferenze. A introdurre la serata hanno pensato il segretario provinciale del Pd Claudio Moscardelli, il presidente del movimento federalista europeo Mario Leone, i consiglieri regionali del Pd Salvatore La Penna ed Enrico Forte e il presidente della Provincia Carlo Medici. Ognuno, a modo suo, ha dato l'immagine dell'Europa che si è fatto in questi anni, indicando cosa funziona e cosa invece non va nell'Unione. 
Un bagaglio di idee e ragionamenti che sono stati apprezzati dalla parlamentare europea. «Questi incontro sono utili anche per conoscere quel che le persone normali pensano dell'Europa, per capire come la si vede da fuori, questa istituzione. Io ho provato a raccontare quel che succede dentro». E la prima cosa che mette in chiaro è che non tutto funziona come dovrebbe. «Ci sono tante cose che vanno cambiate, migliorate. Noi diciamo che vogliamo cambiare l'Europa e siamo seri, intendiamo che ci sono aspetti che devono necessariamente funzionare meglio. I populisti invece quando dicono che loro vogliono cambiare l'Europa è perché intendono uscirne, distruggerla. C'è una differenza enorme». Ed è su questo che si gioca la partita del 26 maggio, tra chi l'Europa la vuole cambiare per potenziarla e migliorarla e chi invece vuole annacquarla fino a distruggerla. «I populisti-sovranisti cavalcano il tema dell'immigrazione - spiega Bonafé - ma sono proprio loro a rendere irrisolvibile il problema. Il trattato di Dublino poteva essere modificato a tutto vantaggio dell'Italia, inserendo l'obbligatorietà per gli stati membri dell'Europa di accogliere quote di migranti che sbarcavano sulle coste italiane. Invece sapete chi si è opposto? I sovranisti amici e alleati della Lega e di Matteo Salvini». 

Politica estera, politica economica e tanto altro ancora sono i temi nei quali l'Europa, secondo Bonafè, è imprescindibile. "Le sfide globali possono essere vinte solo grazie all'Unione: compatti, gli Stati Europei possono competere e trattare alla pari con colossi come gli Stati Uniti e la Cina".