Il passato può ripresentarsi, cambiando veste, e la guardia va tenuta alta. Così in una nota Latina Bene Comune, rappresentata dal capogruppo Dario Bellini, aveva commentato i rapporti tra politica e mafia emersi dalle carte delle ultime inchieste. Un intervento che ha offerto l'occasione per ribadire che Latina Bene Comune opera nel solco della legalità che «è sempre in prima linea sui temi di partecipazione e cittadinanza attiva». Ma a questa visuale delle cose si contrappone chi da Lbc è uscito di recente e ne costituisce la spina nel fianco più dolorosa. Parliamo del consigliere Salvatore Antoci, ora al gruppo misto, che da "ex" offre un'analisi interessante di questo momento politico e di come si sta evolvendo il movimento. «Condivido l'analisi e la preoccupazione di LBC- scrive Antoci - aggiungo però che per scongiurare il pericolo della restaurazione dei poteri-criminali-a-braccetto-della-politica, bisogna dare ai cittadini dei risultati. Non basta dire "siamo onesti". Bisogna far capire ai cittadini che una strada alternativa è possibile. Insomma, bisogna avere il coraggio e la capacità di fare. Bisogna avere la lungimiranza di pensare a Latina tra 20 anni e non al titolo del giornale di domani, bisogna avere il coraggio di cambiare radicalmente rotta invece di essere i custodi dello status quo, bisogna avere il coraggio di riconoscere i propri errori e di correggerli, bisogna avere il coraggio di mandare via le persone sbagliate, incapaci o dannose e sostituirle con le persone giuste, bisogna motivare il personale del Comune, bisogna fare del Comune un'orchestra dove ciascuno suona uno strumento diverso, ma dove tutti hanno lo stesso spartito». Per Antoci «continuare a ripetere che è colpa di quelli di prima (cosa vera, ma che dopo un po', e in assenza di risultati, stanca la platea) e soprattutto continuare a non fare, trincerandosi dietro le solite frasi fatte: non si può fare, non ci sono le risorse, siamo pochi, non è compito mio, spetta alla Provincia, spetta alla ASL, spetta alla Regione... è il modo migliore e più veloce per far tornare quelli di prima, magari rivestiti di una nuova felpa, e riconsegnare la città alla solita gestione clientelare e criminale. Per lasciarsi davvero alle spalle certi brutti ricordi servono i risultati e questi risultati sono possibili... basta volerli ottenere». Antoci ha detto la sua anche sul movimento: «Molte persone sono approdate in LBC senza aver percorso l'impervio e accidentato sentiero del civismo, senza essersi scontrati col muro di gomma delle precedenti amministrazioni, senza essersi indignati per la mancanza di trasparenza, senza essersi scandalizzati per i lavori pubblici fatti appositamente male, senza aver mai rischiato in prima persona. Tutte brave persone ma prive della necessaria grinta, della volontà, dell'esperienza e del necessario spirito rivoluzionario per cambiare la città». Per il consigliere «Purtroppo il sentire di queste persone ha finito per prevalere all'interno di LBC... che da movimento rivoluzionario si è trasformato in una sorta di custode dello status quo».