Che l'argomento  Abc e le conseguenze sull'ente alla luce della recente sentenza del Consiglio di Stato crei difficoltà e nervosismi dentro la maggioranza Coletta era noto. Ma la prova tangibile si è avuta oggi in commissione trasparenza con l'assessore alla legalità e alla trasparenza che prima ha contestato l'ordine del giorno redatto su richiesta della consigliera Zuliani, chiedendosi se far parlare l'avvocatura rappresentata da Paolo Cavalcanti non implicasse danno all'ente perché esponeva all'esterno strategie difensive, poi si è spinta a chiedere per mozione d'ordine una votazione per evitare che l'argomento fosse discusso e per mettere in guardia la commissione nell'assumersi la responsabilità di fare illustrare la sentenza dall'Avvocatura.  L'opposizione ha parlato di "ingerenza pericolosa" di "bavaglio all'avvocatura" (Zuliani) e di un vero e proprio "ricatto" (Antoci) da parte del vicesindaco e il clima si è fatto incandescente.

Timori e accuse

Ma andiamo per ordine: il punto era stato richiesto dalla consigliera del Pd dopo la risposta negativa ricevuta in merito all'istanza di accesso agli atti formulata per l'acquisizione del parere legale fornito dall'Avvocatura comunale per l'esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato. Ma perché il vicesindaco temeva in questo modo le spiegazioni dell'Avvocatura, definito invece dall'opposizione "un passaggio necessario per rendere edotti i consiglieri sui risvolti procedurali legati ad Abc"?. Briganti ha spiegato che la richiesta di Zuliani di fa convocare quella commissione era strumento "attraverso il quale si rischiava di aggirare la norma a tutela della riservatezza di atti che entrano nel novero di pareri difensionali" e ne ha messo in dubbio la legittimità. Insomma è sembrato evidente che il vicesindaco volesse evitare che Cavalcanti si esprimesse sulla sentenza che ha dato ragione alla De Vizia infilando il Comune nel difficile ginepraio delle norme per rifare l'iter di annullamento della gara. Una prospettiva quantomeno curiosa dal momento che sulla medesima sentenza del Consiglio di Stato il sindaco ha ritenuto opportuno, invece, leggere in aula nel consiglio comunale dell'8 aprile scorso il parere dei legali dell'azienda speciale, De Maria e Malinconico, senza temere in questo caso alcun pregiudizio alla difesa dell'ente e della società. Da parte sua il legale dell'ente Paolo Cavalcanti si è mostrato sereno e disponibile a parlare rimettendosi alle scelte della commissione, ma precisando che "mai e poi mai le strategie che attengono alla difesa dell'ente possono essere diffuse per una più funzionale tutela degli interessi dell'ente".

L'aut aut di Briganti

"Chiedo che la commissione valuti - ha detto il vicesindaco - se attraverso l'autorizzazione all'audizione dell'Avvocatura, non si renda responsabile di ledere la segretezza della strategia difensiva dell'ente. Se la commissione ritiene di dover votare, rappresentate le perplessità su questo punto, io abbandono questa commissione". E senza neanche aspettare il voto la Briganti ha abbandonato l'aula. Apriti cielo. Durissima l'opposizione. "E' l'ennesimo tentativo di opacizzare quel poco di trasparenza che dovrebbe esserci - ha spiegato il consigliere del Gruppo Misto, Salvatore Antoci - Si parla di danno all'ente quando l'unico danno è arrivato dall'amministrazione stessa quando ha fatto votare al consiglio comunale atti essenziali di Abc ignorando volutamente la sentenza. Il vicesindaco dice che dobbiamo assumerci al responsabilità legale di far parlare l'Avvocatura. E' un vergognoso ricatto morale". "La commissione è utile fino a dove può arrivare – ha spiegato Calvi - avvocatura arriverà al punto e si fermerà. Briganti ha messo in dubbio l'onestà intellettuale di tutti i componenti, anche dell'avvocato Cavalcanti . Mi auguro che possa rientrare e chiedere scusa ai componenti". "Non credo di prendermi nessuna responsabilità nel trattare la sentenza negli elementi che vorrà fornire Cavalcanti" – ha spiegato Aramini, con la discussione che è andata avanti, ma senza più l'assessore alla trasparenza. 

De Vizia e il nuovo ricorso

Cavalcanti alla fine è riuscito a parlare, e ha spiegato che la sentenza si fonda su profili, per un verso di natura formale, per altro verso legati alla motivazione e che il potere di rideterminazione e di ri-esercizio in materia da parte dell'ente è stato restituito dal Consiglio di Stato al Comune di Latina in maniera integra e con l'obbligo di conformarsi alla sentenza. Il legale ha chiarito anche che l'ulteriore ricorso per revocazione presentato da De Vizia è fondato anche sul passaggio in cui i giudici non hanno dichiarato illegittima la delibera consiliare di costituzione dell'azienda speciale, (illegittima invece a giudizio della società ricorrente) connessa all'atto di ritiro della gara. Un punto delicato, proprio quello su cui verte il futuro di Abc, ma in questo caso l'udienza non è stata ancora fissata.