Prendendo in considerazione il solo dopoguerra ed escludendo i commissari straordinari, Alessandro Coppola sarà il quattordicesimo sindaco di Nettuno, il quinto eletto direttamente dal popolo dopo la riforma degli anni ‘90. E dopo la breve parentesi a Cinque Stelle con a capo un primo cittadino originario della Sicilia, sul piano nobile del palazzo comunale di viale Matteotti tornerà a "risiedere" un nettunese.

Già, un sindaco "finalmente" nettunese: qualcuno potrebbe pensare che una riflessione del genere possa rappresentare un puro campanilismo, ma in realtà è stata una richiesta precisa della gente quella di volere un primo cittadino nativo della località balneare a sud di Roma.

Nel risultato delle urne, in occasione del primo turno, c'è stata una distanza siderale fra i due candidati sindaco di centrodestra e centrosinistra - entrambi nettunesi - e il terzo e quarto classificato, ossia Daniele Mancini e Mauro Rizzo, entrambi provenienti "da fuori".

Tra l'altro, quella di un sindaco nettunese doc - un po' come il Cacchione -, è stata interrotta, dal 1945 a oggi, per sole due volte: il primo sindaco "forestiero", dopo Pietro Comastri, Mario De Franceschi, Ennio Visca, Giuliano Cibati e Riccardo Gatti, fu Bruno Lazzaro. Originario della Calabria, arrivò con la famiglia sul litorale in quanto il padre era segretario comunale. Dopo di lui, riecco una lunga lista di nettunesi: Antonio Simeoni, Arnaldo Serra, Giuseppe Monaco, Carlo Conte, Vittorio Marzoli e Alessio Chiavetta; poi è arrivato Angelo Casto, il pentastellato siciliano. E adesso, con Coppola, nato fra le mura del Borgo, si ricomincia quella che è una vera e propria tradizione.

Non mancherà, però, un'innovazione. Infatti, se verranno mantenuti i propositi lanciati durante la campagna elettorale che si è appena conclusa, il neo sindaco nettunese doc sarà chiamato a siglare un patto di gemellaggio coi "cugini" di Anzio: il primo cittadino neroniano, Candido De Angelis, nei diversi interventi pronunciati a sostegno di Coppola in varie iniziative pubbliche non ha mai nascosto la volontà, a "bocce" elettorali ferme, di approvare una delibera di Giunta per sottoscrivere un patto di fratellanza con Nettuno.

Insomma, un punto di partenza per farle diventare davvero «città sorelle», come le avevano definite proprio De Angelis e il commissario Strati il 22 gennaio scorso. Ma questa è un'altra storia. E a scriverla dovrà essere il nettunese Coppola. Buon lavoro!