Uscire dalla giunta per il rispetto del bene comune non volendo fare della politica per la città il proprio lavoro principale. All'indomani della scelta sofferta dell'assessore Giulia Caprì di abbandonare la nave della giunta lasciando per la seconda volta il settore attività produttive sguarnito, il sindaco Coletta ha voluto indorare la pillola di questa defezione lampo (Caprì ha lasciato a 12 mesi dalla nomina e dopo aver sostituito nella delega alle attività produttive il già dimissionario Felice Costanti), parlando di una scelta per il bene della collettività. E facendo intuire che la cosa non sia stata un fulmine a ciel sereno ma frutto di un confronto franco tra sindaco e assessore e parte di un percorso definito.

«Coletta dovrebbe avere il coraggio di azzerare la giunta o dimettersi». Non usa mezzi termini il consigliere di Forza Italia Alessandro Calvi all'indomani della notizia resa pubblica da Latina Oggi delle dimissioni di Giulia Caprì. Per Calvi questa defezione è l'ennesima dimostrazione della debolezza dell'esecutivo Coletta, sfibrato da defezioni e continuamente rattoppato in appena tre anni di gestione. «Dopo le dimissioni di Costanzo, Di Muro, Capirci, Buttarelli, Costanti e ora Capri, sei assessori su nove, il sindaco dovrebbe trovare il coraggio di dimettersi o di azzerare la giunta e ricominciare. Le parole non servono più e i fatti sono sotto gli occhi di tutti. Continuare a governare in questo modo rappresenta un suicidio politico e un fallimento per una intera città, ormai in stato di abbandono e ridotta ai minimi termini dopo 3 anni di pseudo amministrazione. Invito il Sindaco a presentarsi in consiglio comunale e spiegare ai cittadini cosa vuole fare di Latina, oggi che è tangibile il flop del sogno visionario del nuovo libro che non ha mai avuto il coraggio di scrivere». Critica anche Fratelli d'Italia con la posizione espressa dal senatore Nicola Calandrini. «L'addio di Giulia Caprì alla giunta Coletta per ragioni di lavoro - dice - è solo l'ultimo di una lunga serie e ciò dimostra per l'ennesima volta con quanta superficialità gli esponenti della maggioranza hanno approcciato la vita amministrativa. Pensavano forse che si può governare una città come Latina a tempo libero o a tempo perso. Fare politica è prendere degli impegni e portarli avanti anche a costo di rinunce personali. Altro che bene comune...». Stesso discorso anche per Nicoletta Zuliani del Pd che scrive: «Il bene della collettività implica comprendere l'altissimo valore dei ruoli amministrativi e istituzionali e agire di conseguenza: essere part-time per una collettività come Latina non funziona. Lbc ci è ricascata. La legge tutela chi ha incarichi amministrativi per consentire un lavoro dedicato al 100% e sereno: si prende l'aspettativa dal lavoro. Quando entrano in gioco motivazioni stucchevoli e le parole "bene collettivo" sono ripetute come un mantra, è evidente che il risultato è invece un danno alla collettività. E il motivo non ha niente a che fare col lavoro... Ora ABC si ritrova senza assessore di riferimento e senza responsabile dei controlli. Altro che bene comune...». Il consigliere del gruppo Misto Olivier Tassi invece sottolinea: «Caprì avrà avuto difficoltà nella gestione dell'assessorato che sommava sia le attività produttive che la gestione delle partecipate. Politicamente è la dimostrazione del fatto che il sindaco è in difficoltà nello scegliere i propri collaboratori e nel trovare un equilibrio nel cercare la squadra. I contatti in corso con esponenti del Pd per coprire quel ruolo sono proprio il segno della ricerca di qualcuno che abbia le competenze per gestire le partecipate».