Aveva sottoscritto la tessera numero 2 di "Cittadini al Lavoro", associazione di cui poi era stato pure portavoce e che a Sabaudia ha portato all'elezione di Giada Gervasi . Ora, però, Mimmo D'Amico ha deciso di prendere pubblicamente le distanze dall'amministrazione in carica e lo ha fatto presentando ieri un'altra associazione: "Scegli Sabaudia". Una presentazione per "gli addetti ai lavori" quella di ieri ed erano presenti rappresentanti un po' di tutti gli schieramenti: Giovanni Secci, Maurizio Lucci, Amedeo Bianchi, Rodolfo Carelli, l'ex assessore della Giunta Gervasi Fabiana Marangoni, l'ex assessore della Giunta Lucci Vincenzo Borrelli, Roberto Bordignon e Antonio Ciriello, ma anche Rodolfo Carelli, Temistocle Belmonte, Francesco Carminati (candidato con Gervasi) e Marco Bertolissio. Questi ultimi due al tavolo dei "relatori" con D'Amico. Un fiume in piena l'ex portavoce di Cittadini al Lavoro, che dopo il "mea culpa" fatto esibendo la tessera numero 2 di quell'associazione ha cominciato a sparare a zero sull'operato dell'amministrazione. «Qui si deve tornare a parlare di politica. Il progetto che avevamo avviato con un lavoro di cinque anni ci ha delusi e ha deluso anche chi si era avvicinato alla politica magari per la prima volta, rischiando di allontanarsene chissà per quanto. Il territorio è abbandonato, manca una visione futura. Quest'amministrazione scambia il fare politica con il fare manutenzione. Che poi, diciamolo, è sempre stata fatta, ma senza gli annunci per presentarla come se fosse una cosa straordinaria. Oggi è 21 giugno: del Giocamare non si sa nulla. Il Pua promesso che fine ha fatto? La promessa di restituire il 50% degli emolumenti, idea alla quale sono sempre stato contrario, è stata dimenticata?». D'Amico ne ha soprattutto per il sindaco. «A Sabaudia decide un organo monocratico. Sono stati eliminati tutti i contrappesi. Non è mai successo che la Giunta fosse solo espressione del sindaco, senza che i gruppi consiliari esprimessero un rappresentante. Così come non è mai successo - e il riferimento era a Marangoni, presente in sala - che si mandasse a casa un assessore eletto. Perdipiù senza che nessun consigliere dicesse nulla. È una vergogna. E le palme? Quest'amministrazione non è nemmeno in grado di chiedere scusa. Qui c'è un problema di metodo con cui fare politica e amministrare la città. Per questo motivo, anche se magari saremo contrari nelle idee, ci sono esponenti di destra e di sinistra. Si deve ripartire dalla politica.