Ieri si è tenuta a Roma la riunione con il segretario regionale del Pd Bruno Astorre e i consiglieri regionali, comunali e i dirigenti del partito di Latina chiamati a raccolta per discutere come riavviare il partito in vista del biennio che precede le comunali. In una data che richiama quella del giorno dell'indipendenza degli Stati Uniti, non si è capito però se anche il Pd ha riconfermato il suo 4 luglio liberandosi dalla tentazione di perdere la sua autonomia e di cercare sponde per cementare l'area di centrosinistra. Questo perché l'incontro che era necassario per stabilire come rilanciare l'attività del partito, ha affrontato anche il nodo di quale posizione ufficiale prendere nei confronti di Coletta. Il campo è ancora dibattuto, ma sicuramente la posizione di Enrico Forte è quella che più suscita interrogativi e dubbi. Enrico Forte aveva teso una mano al sindaco di Latina nei giorni scorsi incorrendo nella censura di Moscardelli che aveva ribadito di essere all'opposizione di Coletta e che qualsiasi altra posizione sarebbe stata considerata personale. Il punto è che questa parte del Pd, la cosiddetta Piazza Grande, mira ad arrivare a costruire una coalizione di centrosinistra, ampia e plurale, che inglobi in sé sia il Pd sia Latina Bene Comune. Una posizione che Massimiliano Smeriglio, indipendente di sinistra nella lista dem e neoletto a Strasburgo, avrebbe ampiamente caldeggiato con il segretario Astorre. Coletta avrebbe beneficiato di questa sponda zingarettiana per provare a vedere, restando nell'ombra e senza uscire allo scoperto, se ci siano margini di dialogo, ma senza perdere la sua leadership. In questo quadro la posizione espressa dal segretario provinciale Moscardelli resta più realista e guardinga prendendo atto del fatto che il Pd resta opposizione in città e deve costruire il suo percorso autonomo dettando la linea. I malumori nei dem su questo punto sono molti: allo stato attuale, con il sindaco che ha espresso la volontà di ricandidarsi e con Latina Bene Comune in queste condizioni, il Pd finirebbe per attuare un suicidio politico salendo su una barca che fa acqua da tutte le parti. La situazione di urbanistica, impianti sportivi, decoro e grandi opere è completamente stagnante, il personale è demotivato, la macchina amministrativa continua a girare a manovella e si percepisce lo scontento generale di larghe fette di società. E, cosa non meno importante, il Pd critica fortemente l'operato di quella che Coletta continua a considerare un punto irrinunciabile della sua azione di governo: il direttore generale Rosa Iovinella. A margine di queste riflessioni le bocche sono cucite. Sollecitato più volte alla fine il segretario comunale Alessandro Cozzolino dice: «Nell'incontro è stata stabilita una linea comune su come rilanciare l'attività del partito. Abbiamo ragionato insieme al partito regionale su come declinare le parole condivisione e unità ragionando in vista del percorso da attuare da qui alle comunali. Su Coletta abbiamo riferito al segretario generale quanto emerso in queste settimane, ma non c'è stato alcun contatto da parte di Lbc, questo va ribadito. Né il segretario politico, né il sindaco, né alcun altro esponente ha contattato l'unico organismo politico in grado di recepire un segnale di confronto, un intervento o una richiesta di aiuto, ovvero la segreteria comunale. Ad oggi il Partito Democratico pensa alle comunali con un candidato e una lista del Pd. Al di là dei dibattiti estemporanei condotti sulla stampa, non c'è motivo per fare una valutazione diversa».