Un'assemblea partecipata quella del teatro Brancaccio di Roma, dove sabato si sono presentate almeno 700 persone per ascoltare Giovanni Toti, governatore della Liguria e grande promotore della rivoluzione in Forza Italia. Negli ultimi giorni sembra si sia creato un sostanziale avvicinamento anche tra Claudio Fazzone e il presidente della Liguria. Il senatore azzurro non era presente al Brancaccio anche se per lui c'erano i luogotenenti Pino Simeone, Cosmo Mitrano e Salvatore De Meo. Il collante che al momento tiene uniti Toti e Fazzone è quello dello scontro finale interno al partito tra chi viene dai territori e pretende di contare di più e il cosiddetto cerchio magico del Cavaliere Silvio Berlusconi.
Claudio Fazzone che appena a inizio della scorsa settimana aveva in qualche modo preso le distanze da Giovanni Toti, sabato sera ha diramato una nota per difendere il Governatore della Liguria da una critica mossa dalla presidente dei deputati di Forza Italia, Maria Stella Gelmini. Quest'ultima aveva definito una mancanza di rispetto l'atteggiamento di Toti nei confronti del partito: «Le bandiere azzurre sventolano davvero lì dove si costruisce il futuro di Forza Italia, senza ricatti o ultimatum, ma con la consapevolezza che occorre attrezzarsi per affrontare e vincere nuove sfide, senza essere secondi a nessuno o funzionali al progetto di altri». Fazzone ha risposto per le rime, senza mezze parole. «"Inqualificabili ed inaccettabili le parole ed i toni utilizzati da Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, nei confronti di Giovanni Toti e dell'iniziativa che si è svolta oggi al Brancaccio a Roma. Frasi denigratorie che hanno colpito al cuore centinaia di persone che hanno scelto di partecipare, tra amministratori e simpatizzanti, ad una riunione organizzata non da una persona qualsiasi ma da un coordinatore nazionale, scelto tra l'altro dallo stesso Berlusconi, per scrivere le regole su cui camminerà il cambiamento, non più rinviabile di Forza Italia. La Gelmini dovrebbe, anche per il ruolo che ricopre, unire e non certo dividere. Le parole utilizzate oggi da Toti sono uno stimolo e non un freno per tutti noi. Mi spiace oggi non essere stato presente, ma come avevo annunciato, ero fuori Roma. Ciò non toglie che il pensiero espresso da toti è quello che da tempo in tanti condividiamo. Forza Italia per cambiare deve puntare sulla meritocrazia, sul coinvolgimento dei territori e di tutti nei processi decisionali che non possono essere calati dall'alto. E' arrivato il momento di smetterla di nascondersi dietro il ruolo e la statura di Silvio Berlusconi a cui tutti vogliamo bene e a cui tutto il partito deve molto. Il cambiamento passa per le persone e per il metodo. Forse la Gelmini ha paura che la sua poltrona se sottoposta al giudizio dei cittadini possa traballare. Altrimenti non si spiegherebbe questo atteggiamento di chiusura e le parole denigratorie verso chi sta lavorando per dare ai cittadini un partito all'altezza delle aspettative, una classe dirigente scelta e non nominata che possa contribuire concretamente a far crescere il nostro Paese e i nostri territori, e per dare a Forza Italia una chance di rinascita non più rinviabile. Non si vive di rendita né di posizioni acquisite. La politica è stare sul territorio ogni giorno al fianco dei cittadini». L'asse Fazzone Toti sembra saldo.