Non si è fatta attendere la risposta della maggioranza alle critiche della Lega, che ha attaccato il sindaco Nicola Procaccini e l'ipotesi di restare in giunta come assessore una volta decaduto come sindaco e divenuto europarlamentare. "La Lega Nord di Terracina – si legge in una nota a firma dei capigruppo Avelli, Casabona, Lauretti e Di Leo – riesce nella non facile impresa di sorprenderci sempre nelle sue avventate analisi politiche. L'ipotesi che Procaccini possa assumere un incarico da assessore all'interno della giunta terracinese li agita e spaventa tanto da farli contraddire clamorosamente. Da un lato lo si accusa di voler tenere un piede in due scarpe, dall'altro di aver tradito il mandato elettorale conferitogli dai terracinesi. A questo punto chiediamo a loro, delle due l'una: rimane in giunta o rinuncia? La Lega Nord ha anche la memoria corta, visto che il primo cittadino leghista di Cascina, Susanna Ceccardi, uno dei sindaci da loro più apprezzati tanto da essere portata elettoralmente anche a Terracina, è stata eletta al Parlamento Europeo ed ha appena assunto l'incarico di assessore nella sua città subito dopo essere decaduta come sindaco in seguito all'esercizio dell'opzione. Un'ipocrisia macroscopica. Tornando a Terracina il sindaco ha dato la sua disponibilità alle forze politiche di maggioranza a svolgere gratuitamente il ruolo di assessore all'attuazione del programma, con umiltà e spirito di servizio. La Lega Nord non conosce l'amore per la città, ma solo l'odio per gli altri e la speculazione politica. L'ossessione della Lega per Nicola Procaccini rivela l'incapacità di pensare in positivo alle cose che servono per migliorare ancora Terracina, continuando quel percorso di rinascita della nostra comunità realizzatosi proprio grazie agli 8 anni di Amministrazione Procaccini. Le speculazioni – conclude la nota – toccano il punto più basso quando si avventurano in giudizi sulle dimissioni del consigliere dell'Azienda Speciale Giuseppe Talone, un tentativo maldestro di captatio benevolentiae che conferma l'improvvisazione di un'offerta politica del tutto assente che non ha alternative alla delegittimazione dell'avversario"