"Non possiamo più riconoscerci nel movimento Latina Bene Comune poiché il Consiglio Generale si è ormai completamente allineato alle posizioni dell'Amministrazione, accettando la profonda metamorfosi che è avvenuta nelle stanze del Comune". Lo affermano in una nota i tre componenti del Gruppo Misto: Salvatore Antoci, Olivier Tassi e Massimo Di Trento. Uno strappo ormai non più recuperabile e i tre spiegano le loro ragioni. E' una risposta alla nota di domenica 14 luglio con cui Latina Bene Comune stigmatizzava l'atteggiamento dei tre consiglieri del Misto. 

"La difesa ad oltranza delle posizioni indifendibili è diventata una caratteristica del Consiglio Generale di LBC, che così è perfettamente in sintonia con la maggior parte degli Assessori e col Capogruppo LBC.
A chi ci vuole ricordare la nostra scelta di uscire da LBC pur continuando a sostenere il Sindaco ed il progetto LBC, oggi possiamo rispondere che quelle erano le intenzioni a gennaio 2019; dobbiamo anche rammentare che sono state le azioni a senso unico del Gruppo LBC che di fatto ci hanno allontanato da LBC, costringendoci a confluire nel Gruppo misto ed escludendoci da ogni possibile collaborazione.
È anche bene ricordare che non siamo i soli ad essercene andati; in tanti hanno lasciato LBC, a partire da Antonio Costanzo, seguite dalle dimissioni in massa del Comitato Scientifico lo scorso anno e da quelle dal Segretario Pietro Gava, per non parlare del Consigliere Eugenio Lendaro, di tanti, troppi, Assessori e della base del movimento che è semplicemente sparita… perché ormai il merito e le competenze sono passate in secondo piano, ora prevale l'adesione acritica e a priori alle posizioni del Sindaco. Proprio perché il merito delle questioni non viene esaminato, Il Consiglio Generale cita a sproposito l'articolo 108 del TUEL che parla solo di nomina del Direttore Generale, non della possibilità di cumulare gli incarichi di Segretario Generale e Direttore Generale.

La richiesta contenuta nell'Atto integrativo presentato dai Consiglieri di minoranza, chiedeva al Sindaco di separare i due incarichi e di nominare un eventuale nuovo Direttore Generale con competenze adeguate, senza entrare nelle sue prerogative sulla scelta della persona. Il Consiglio Generale cita pareri del ministero degli interni, riprendendo quanto detto dal Presidente Colazingari in aula, trascurando però di dire che i pareri possono avere valore solo quando su un determinato argomento non ci sono norme precise di leggi, statuti e regolamenti. Nel caso in questione invece lo Statuto Comunale di Latina chiarisce bene all'Art 16 comma 2, riferendosi al Direttore Generale, che Il Comune, non il Sindaco, può dotarsi di un Direttore Generale, nominato dal Sindaco, e che detto incarico può essere anche affidato al Segretario Generale. Di più, Il Consiglio Generale non legge quanto contestato dalla minoranza in cui si cita, a proposito, il TUEL Art. 42, comma 2, lettera a) in cui è descritto il potere di indirizzo in tema di "criteri generali in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi", a dimostrazione che ormai il Consiglio Generale LBC non entra nel merito delle questioni, ma si limita a far da ripetitore a quanto detto dall'Amministrazione.

Ma al di là delle questioni di diritto, la cosa che più allontana il Gruppo Misto da LBC è la sistematica riduzione della funzione di indirizzo e controllo dei Consiglieri Comunali; una strategia perseguita caparbiamente da molto tempo dai massimi rappresentanti di LBC. Il tanto sbandierato valore della partecipazione è stato completamente accantonato nei confronti dei Consiglieri Comunali che, ricordiamolo, rappresentano l'intera cittadinanza. LBC è una Amministrazione sempre più a difesa di sé stessa e sempre più lontana dai problemi della città. Il tentativo di LBC di sottrarsi al confronto nelle sedi istituzionali, sia nelle Commissioni Consiliari sia in Consiglio Comunale, denotano lo smarrimento del valore fondante delle Istituzioni, mostrando la volontà di imporre il proprio punto di vista, senza costruire un rapporto di cooperazione su obiettivi comuni, sia con il Gruppo Misto sia con il resto della minoranza.
La Giunta ed Il Sindaco hanno ripetutamente ignorato i regolamenti del Comune ed il Testo Unico degli Enti Locali, sugli atti di programmazione e bilancio. Il Documento Unico di Programmazione (DUP) per il 2019-2021 doveva essere presentato per una prima valutazione al Consiglio Comunale entro il 31 luglio 2018 per ricevere le indicazioni del Consiglio sugli obiettivi strategici dell'Ente, poi doveva essere riportato con le eventuali modifiche entro il 15 novembre 2018. Nulla di tutto ciò è stato rispettato, la Giunta ha deliberato il DUP l'8 marzo 2019 per la prima volta, con molti mesi di ritardo, talmente a ridosso della scadenza di bilancio, che ha di fatto impedito ai Consiglieri Comunali di poter elaborare indicazioni pertinenti, specie su temi di grande portata, come l'Urbanistica o le Aziende partecipate.

Ci sono stati altri episodi che confermano questa tendenza, quale il Regolamento degli Accessi agli Atti dei Consiglieri che di fatto permette agli uffici di rinviare, anche per tempi lunghi, la risposta, ma ci sarebbero anche le comunicazioni sui controlli che dovevano essere inviati ai Consiglieri e che per molti mesi sono rimasti nell'ufficio del Presidente del Consiglio, il quale, benché li avesse ricevuti dalla Segretaria Generale, non aveva ritenuto necessario inviarli ai suoi colleghi Consiglieri.
Potremmo continuare con le sistematiche violazioni dello Statuto ABC da parte del CdA, che nessuno dell'Amministrazione comunale ha stigmatizzato, anzi nell'ultimo Consiglio Comunale L'Assessore Lessio ed il Capogruppo Bellini hanno ringraziato il CdA per il lavoro svolto. Davvero paradossale fare i complimenti a chi non ha rispettato lo Statuto votato dal Consiglio Comunale e per aver fallito tutti gli obiettivi di raccolta dei rifiuti! Ci spiace constatare che anche il Presidente del Consiglio Comunale abbia abbandonato l'iniziale imparzialità per sposare le posizioni della maggioranza facendo delle scelte che di fatto limitano il diritto dei Consiglieri Comunali e mortificano l'Istituzione del Consiglio Comunale".