E' stata persa una grande occasione per dare un segnale e una svolta a questa Unione Europea, l'elezione del nuovo presidente della Commissione certifica ancora una volta la saldatura dell'asse Macron-Merkel a scapito del nostro Paese.
Questo in sintesi il pensiero dell'Eurodeputato Matteo Adinolfi della Lega.
«Ursula Von der Leyen - spiega Adinolfi - è stata eletta grazie all'asse Merkel, Macron, Renzi e 5 Stelle. Il no alla sua elezione avrebbe invece potuto essere una svolta storica, ma c'è chi ha guardato solo agli interessi di parte piuttosto che a quelli del nostro Paese.
La Lega ha preferito rimanere coerente con le posizioni espresse finora, tenendo fede al patto con gli elettori a difesa dell'interesse nazionale. Restiamo fedeli ad un'idea della destra pragmatica, che vuole un'UE che controlla l'immigrazione in maniera più forte e che supporti l'industria e il lavoro».
Così l'eurodeputato della Lega, Matteo Adinolfi, a commento delle scelte politiche hanno portato all'elezione del nuovo Presidente della Commissione europea.

«La nostra scelta - racconta Adinolfi - era motivata, come ha ben spiegato il nostro presidente Marco Zanni, dalla assenza di cambiamento che abbiamo riscontrato nei contenuti e nelle proposte fatte dalla candidata. Non avremmo mai dato il nostro voto a favore di programmi troppo spostati a sinistra che sono, peraltro, lo specchio di quelli che abbiamo già visto nella scorsa legislatura e che hanno penalizzato lavoratori e piccoli imprenditori a scapito della grandi multinazionali. Ancor meno - sottolinea il leghista - saremmo stati disposti a dare il nostro sostegno a chi attacca strumentalmente l'Italia e intende proseguire nella politica che finora ha avvantaggiato solo i paesi del nord a scapito dell'area del Mediterraneo. Ci aspettavamo invece questa scelta dal Pd, meno da chi a parole dice di stare dalla parte del popolo e poi nei fatti si schiera con i soliti euroburocrati»