Il Partito Democratico ha organizzato a Latina un'iniziativa per presentare la legge sull'equo compenso e la tutela delle libere professioni approvata dalla Regione Lazio. A presentare la legge Eleonora Mattia, Presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio ed autrice delle legge. Sono intervenuti il Presidente della Provincia Carlo Medici , i consiglieri regionali Salvatore La Penna, relatore della legge, ed Enrico Forte. Importanti gli interventi del Presidente dell'Ordine degli Avvocati Giovanni Lauretti e del Presidente dell'Ordine degli Architetti Massimo Rosolini.
La legge voluta dal PD e votata da tutto il Consiglio Regionale rappresenta una tappa dell'iniziativa politica del PD in sostegno delle libere professioni, patrimonio di conoscenza prezioso per la nostra comunità, oltre che per l'aspetto tecnico professionale. Il PD ha avviato con il Segretario Nazionale Zingaretti incontro con i Presidenti Nazionali per dare le necessarie risposte normative su temi sollevati dagli Ordini. Già con la legge di bilancio per il 2018 approvata a dicembre 2017 , il Governo Gentiloni aveva ripreso il tema dell'equo compenso prevedendo norne a tutela delle libere professioni. Il PD vuole recuperare un rapporto che aveva subito una ferita con alcuni provvedimenti di liberalizzazione di oltre dieci anni fa.
La legge proposta da Eleonora Mattia e approvata dal Consiglio Regionale del Lazio "Disposizioni in materia di equo compenso e di tutela delle prestazioni professionali" ha come finalità la promozione e la valorizzazione delle attività professionali, attraverso il riconoscimento del diritto all'equo compenso per i professionisti.
La legge contiene norme di particolare rilevanza soprattutto con riferimento a incarichi o appalti affidati dalle pubbliche amministrazioni. Le prestazioni dei professionisti, infatti, verranno tutelate sulla base di istanze autorizzative presentate per conto di privati cittadini o di imprese alla pubblica amministrazione o rese su incarico affidato dalla stessa.
Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge, la Giunta regionale adotterà atti di indirizzo nei confronti delle strutture competenti regionali, degli enti strumentali e delle società controllate, prevedendo in particolare che:
a) Negli atti relativi alle procedure di affidamento i compensi professionali siano determinati sulla base dei parametri stabiliti dai decreti ministeriali adottati per le specifiche professionalità e che gli stessi siano utilizzati quale criterio di riferimento per determinare l'importo a base di gara;
b) Nel caso in cui i compensi professionali non siano individuabili da specifici parametri ovvero se le professioni non siano organizzate in albi o ordini, tali importi devono essere proporzionati alla quantità, alla qualità e al contenuto delle caratteristiche delle prestazioni, tenendo conto, ove possibile, di omologhe attività svolte da altre categorie professionali;
c) Divieto assoluto di inserimento di clausole vessatorie nella predisposizione dei contratti di incarico professionale.
Infine, entro un anno dall'entrata in vigore della legge e successivamente con cadenza annuale, la Giunta regionale riferirà alle commissioni consiliari competenti in materia di lavoro e di sviluppo economico sullo stato di attuazione e sugli effetti delle disposizioni approvate.