In queste ore il sindaco di Terracina Nicola Procaccini ha lasciato l'incarico dopo essere stato eletto deputato al Parlamento europeo. L'esponete di Fratelli d'Italia è tra i pochi ad averlo fatto tra coloro che ricoprono incarichi di natura nazionale o regionale. Altro precedente è quello del concittadino di Procaccini, il leghista Francesco Zicchieri, che una volta eletto in Parlamento lasciò lo scranno di consigliere comunale.
Dopo l'ultima tornata elettorale, quella delle Europee, che ha visto eleggere ben tre deputati pontini (uno di questi, salvatore De Meo, "congelato" in attesa della definizione della Brexit) si è riproposto il tema dei doppi incarichi. Procaccini ha appena provveduto, De Meo lo farà una volta proclamato deputato, ossia dopo l'insediamento al Parlamento di Strasburgo. Ci vorrà la fine dell'anno. Il terzo, Matteo Adinolfi, della Lega, non ha ancora lasciato il ruolo di consigliere comunale a Latina. Le sue dimissioni farebbero entrare Vincenzo Valletta, primo dei non eletti. Cosa frena la scelta di Adinolfi? A quanto pare un ricorso di una candidata che ha poco meno di 200 voti di differenza nella lista della Lega dello scorso fine maggio. Il Carroccio dovrebbe affrontare la situazione nei prossimi giorni ma appare abbastanza probabile che Adinolfi alla fine lasci il ruolo di consigliere anche perché il ricorso potrebbe durare anni, ben oltre la scadenza del Consiglio comunale di Latina.
Chi invece non lascerà lo scranno sono Enrico Forte e Nicola Calandrini. Il consigliere regionale del Pd farebbe entrare l'ex consigliere Fabrizio Porcari. Ma quest'ultimo ha lasciato il Pd da tempo. Discorso simile per Calandrini: il primo dei non eletti, Enrico Della Pietà, gravita in area Forza Italia, non in quella dei Fratelli. Pertanto, porte chiuse per lui ad un ritorno sui banchi di un'assise pubblica. Questioni politiche, insomma.