Assessorati e deleghe: una querelle che dall'inizio del mandato di questa amministrazione sta monopolizzando il dibattito politico di Pontinia. Dopo gli scontenti della prima ora, i malumori per una turnazione di Giunta che tardava ad arrivare, proprio quando la contesa sembrava ormai appartenere al passato, l'ultimo Consiglio comunale ha dimostrato il contrario, avvalorando le chiacchiere che da settimane si susseguono.
La critica che più di frequente viene mossa all'interno della compagine di governo è quella di una scarsa condivisione dell'azione politica. Anche se c'è da dire che la condivisione, al di là di deleghe e assessorati, potrebbe avvenire – volendo restare nell'ambito del protocollo – con le commissioni consiliari o con semplici riunioni di maggioranza. Evidentemente ciò o non avviene o non è ritenuto sufficiente. Impossibile saperlo. Quel che è certo è che le tensioni ci sono e sono palesi.
Alla fine il motivo del contendere resta sempre lo stesso: nomine in Giunta e deleghe. Il tallone d'Achille più palese dell'amministrazione già dal suo insediamento. Poi è stato il turno della nomina degli assessori, quindi quello delle "invasioni di campo" sulle deleghe di propria competenza, delle lamentele per la mancata turnazione degli assessori (avvenuta qualche mese fa). E c'è sempre chi ne è uscito scontento. Ancora oggi. Motivo per cui potrebbero esserci altre modifiche di assetto per quanto concerne le deleghe. Si parla in particolare dell'assegnazione di una delega al Patrimonio. Al momento si tratta di voci, dato che sull'albo pretorio ancora non è stato pubblicato alcun decreto.
I malumori serpeggiano e in alcuni casi sono piuttosto evidenti perché palesati dai diretti interessati, con il risultato che molto spesso l'opposizione più rumorosa all'amministrazione Medici arriva dagli stessi rappresentanti della maggioranza.