Una proposta concreta per ripartire e dare sostanza e gambe al dialogo tra Pd e Lbc, fuori dalle mire sulle poltrone delle comparse e dagli accordi a tavolino e piuttosto aprendo al contatto più allargato e di ampio respiro con la città. La proposta di avviare degli Stati generali per i due partiti e di riaprire il confronto sui temi arriva da Paolo Valente, ex membro dell'assemblea nazionale e da poco fuoriuscito dalla segreteria comunale. Da sempre pontiere tra i due schieramenti e anima dialogante del Pd, Valente mette in luce senza ipocrisia i punti deboli e quelli di forza di un eventuale accordo come quello che Pd e maggioranza alla guida della città stanno provando a intessere. In questa fase nonostante le reciproche apertura dei due segretari Giri e Cozzolino e del sindaco mancano ancora i passaggi in un quadro politico definito e per Valente è irrinunciabile un momento di riflessione pubblica che rimetta in gioco le forze produttive della città e coinvolga tutti per un contributo che faccia fare un passo avanti al centrosinistra.

Una nuova responsabilità
«E' tempo di prendersi una responsabilità - spiega Valente - dovremmo dire quello che vogliamo rappresentare per questa comunità e cosa possiamo fare per migliorarla. Oggi on vedo le condizioni per cui il PD debba andare da solo nel definire una proposta politica per Latina».
Fuori dalle logiche per le poltrone
Per Valente però, se la direzione intrapresa dai segretari è giusta «è arrivato il momento di anteporre ai propri interessi legittimi, quelli che interessano la nostra comunità e a cui realmente potremmo dare un contributo». Valente ha constatato nel tempo – dice - «una grande dose di autoreferenzialità degli attori del dialogo, che va assolutamente superata, prima LBC con l'attuale sindaco, poi gran parte del Pd e ora tutte e due queste parti insieme». E questa fase continua «poiché di nuovo si sta conducendo una trattativa (mascherata da dialogo) a Palazzo e manca del tutto la proposta di una alternativa politica al governo della città. Chi ha avuto maggiori responsabilità uscendo vincitore dalle elezioni, ha fatto scelte fallimentari, che non hanno costruito nessun argine alla deriva populista e non hanno definito nessun campo politico apprezzabile numericamente». Dunque sveglie a Lbc, ma anche al Pd quando Valente elenca i passi fatti, come chiedere alla segreteria Comunale dem di confrontarsi «sulla linea da tenere rispetto all'operato di Lbc e ad una scelta del Pd regionale di condurre partite su più versanti, e anche di parlare alla gente di Latina e non più a questa amministrazione e soprattutto individuare alcuni punti programmatici su cui costruire uno schieramento alternativo alla Lega». Il risultato? «Continuo a vedere purtroppo nonostante gli intenti si protrae la politica del "che me tocca", che viene anteposta a qualsiasi analisi, che porta alla scelta di ridurre tutto ad un accordo con Lbc o Coletta benedetto dai nostri dirigenti Regionali. Continuare così sarebbe la fine del PD a Latina e di una possibile alternativa valida al governo delle destre a Latina. Assisto distante a incontri dove si trattano posti e ruoli direttamente dai diretti interessati, partendo dal presupposto che tanto a Latina non si vince e quindi è meglio prendere qualcosa». 
Progetti chiari per la città
Per Valente «non ha senso ridurre tutto ad un accordo senza avere un progetto ed è arrivato il momento di dare luogo agli "stati generali" o meglio una officina dei progetti da mettere in campo e di dare forma ad un  Patto per la città». Valente chiede al Pd comunale e all'attuale componente politica che sostiene l'amministrazione Coletta che ormai non è piu solo Lbc «di fare un passo indietro o di lato, come si vuole, per dar vita alla nascita di una proposta politica aperta non condotta che coinvolga tutte le istanze politiche e cittadine presenti in questa città, avviare un percorso a viso aperto e di contenuto con quanti vogliano dare un contributo e che non vogliono ancora guardare indietro dicendo erano meglio quelli di prima. Le coordinate? «Sulla cultura, sui progetti di trasformazione e governo urbano, sul funzionamento della macchina amministrativa, e sulla promozione di uno sviluppo economico legato alla sostenibilità ambientale e su altri servizi che si prendono cura delle persone possiamo fare tanto e subito».