Schieramenti alla ricerca di un compromesso difficile dopo mesi di incomunicabilità e tensioni. Pd e Movimento 5Stelle su scala nazionale e Pd e Lbc su scala locale sono il simbolo stesso dell'incoerenza e le due facce della stessa medaglia. Parola del senatore di Fratelli d'Italia Nicola Calandrini che esce allo scoperto commentando lo spettacolo politico a cui sta assistendo.

Equilibri fragili al Governo
Se Partito Democratico e Movimento 5 Stelle stanno più o meno ufficialmente trattando per formare una nuova maggioranza parlamentare e un nuovo governo mostrando identità piuttosto fragili e il filo di un dialogo sottilissimo dopo gli attacchi reciproci passati e i molti temi che li hanno divisi, lo stesso si può dire, a livello locale, per il partito di Coletta e per quel Pd che dovrebbe soccorrerlo allo scopo di incassare qualche incarico agli sgoccioli della consiliatura.
«In entrambi i casi queste alleanze altro non sono che inciuci – afferma senza mezzi termini Calandrini - tra partiti e persone che sanno di essere al capolinea della loro esperienza politica e temono più di ogni altra cosa il ritorno al voto. Noi di Fratelli d'Italia, collocandoci all'opposizione, avevamo segnalato l'incoerenza di alleanze non elettorali, non uscite dalle urne. E siamo stati facili profeti».
Da nemici ad amici
Nella crisi politica in corso, Fratelli d'Italia è il solo partito che aveva detto chiaramente che bisogna tornare al voto senza cercare soluzioni alternative e maggioranze più litigiose di quella appena vista con Lega e 5 Stelle.
«Purtroppo si sta delineando all'orizzonte un patto tra M5S e PD – spiega Calandrini - Di Maio sa bene che se si votasse domani il M5S prenderebbe nella migliore delle ipotesi la metà dei voti del 2018. Il PD si commenta da solo: un anno e mezzo a fare opposizione e alla prima occasione i dem diventano improvvisamente fieri sostenitori dei loro più acerrimi nemici. Entrambi sanno che in caso di elezione sarebbero condannati a 5 anni di opposizione perché il prossimo governo sarebbe interamente di centrodestra, sicuramente omogeneo e coeso a differenza di quanto abbiamo visto finora con il governo gialloverde. Non oso immaginare come possa esistere un governo giallorosso fatto da due partiti divisi su taglio dei parlamentari, Tav, sicurezza, Europa. In pratica sono d'accordo solo sulla riapertura dei porti per far diventare l'Italia il campo profughi d'Europa».
La commedia di Coletta e dem
Per Calandrini la situazione non cambia spostandoci nel capoluogo, dove Coletta ha aperto ad un campo largo per cercare l'alleanza con le forze democratiche e progressiste in vista della chiamata alle urne del 2021.
«A Latina sta succedendo qualcosa di analogo – spiega il senatore - LBC e il sindaco Coletta non solo sono lontani anni luce dal consenso del 2016 ma non hanno più la maggioranza bulgara di cui hanno goduto per la metà del loro mandato. Le defezioni dei tre consiglieri confluiti nel gruppo misto sono la prova del fallimento. Dovevano cambiare tutto, non hanno cambiato proprio nulla finendo per deludere elettori ed eletti. E anche in questo caso arriva il soccorso PD. Un PD per altro in preda a turbe bipolari: chiude da Roma i punti di primo intervento, e a Latina si schiera con i sindaci che si oppongono a quel provvedimento: fa opposizione a se stesso». Dal senatore e coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia arriva anche la frecciata all'eterna sindrome degli sconfitti degli esponenti del Partito Democratico. «Capisco il Partito Democratico di Latina – spiega Calandrini - l'alleanza con il sindaco in carica è il solo modo che hanno per governare Latina. Non possono certo sperare in una vittoria alle elezioni. Ma non dimentico gli insulti che si sono scambiati in ogni occasione fino ai vari «Stai zitta» con cui Bellini apostrofava Zuliani in una delle ultime sedute di Consiglio Comunale. Tanto odio che diventa amore lo trovo uno spettacolo indegno persino nel peggiore scenario della Prima Repubblica». Il senatore è sicuro che gli elettori ricorderanno queste giravolte. «Coletta ha vinto le elezioni presentandosi come civico. L'alleanza con il Pd conferma l'inganno in cui è caduta la città. Nel 2021 i cittadini non si lasceranno ingannare di nuovo». «In un mondo che pare una commedia degli equivoci – conclude - rivendico la nostra coerenza, la coerenza di Fratelli d'Italia».