Il matrimonio politico pronto ad essere celebrato tra Pd e Lbc nel Comune capoluogo è un SOS lanciato dalla maggioranza in crisi di risultati e consensi ed è la certificazione di un fallimento sul piano amministrativo e politico. Non ha dubbi la consigliera di Forza Italia Giovanna Miele, tra le più concrete e agguerrite nel fare opposizione alla gestione Coletta. Miele non si meraviglia di queste manovre di avvicinamento estive in un periodo politico già così fluido anche dal punto di vista nazionale, con cambi e ribaltoni impensabili, perché – dice - «ormai non è più un segreto per nessuno che il movimento di maggioranza era ed è una costola del Pd o meglio ancora di una sinistra ancor più radicale. Se posso dirla tutta mi sembrava più innaturale, da parte di Lbc, fingersi non politici e non ideologizzati, che palesarsi nella loro vera essenza. Quello che invece ha rilevanza politica è che l'accordo con il Pd Coletta lo cerchi oggi, dopo aver sbandierato in campagna elettorale e per circa tre anni di mandato di essere l'alternativa al sistema e che, dopo una prima fase di rodaggio, avrebbe iniziato a concretizzare il suo mandato con azioni efficienti».Per la consigliera azzurra «quello che appare invece evidente è che il ragionamento con il Pd sia una richiesta di aiuto, una presa di coscienza da parte della maggioranza del proprio fallimento politico e amministrativo. Latina è una città che non dialoga né di politica, né di economia, una città che non ha aspettative». Per la consigliera l'errore di Coletta «è stato non considerare che governare una città presuppone umiltà, duro lavoro e cuore e mente aperti. Si è isolato salvo poi accorgersi dei fallimenti accumulati e correre ai ripari cercando proprio coloro che ha criticato, combattuto e rinnegato già in campagna elettorale alle comunali».