«I giochi di palazzo sono ormai in dirittura d'arrivo anche al Comune di Latina, mandando in soffitta la stagione delle accuse vomitevoli tra Pd-Lbc in linea con il Conte bis partorito dal Pd e dal M5S». Il consigliere comunale di Latina della Lega Vincenzo Valletta dopo la mancanza del numero legale ieri mattina in Consiglio comunale, s'è lasciato andare ad alcune valutazioni rispetto allo scenario politico che si prospetta nel capoluogo. 
«Persino Claudio Moscardelli, renziano doc e ora costretto ad ingoiare la propaganda dei 5 Stelle dal 2013 in poi, s'è dovuto arrendere di fronte alle ambizioni nazionali di Damiano Coletta, il quale ha stretto un forte legame in questi anni con Nicola Zingaretti e Massimiliano Smeriglio. Tanto che - sostiene Valletta - è iniziata la lunga maratona per partorire l'ennesima giunta Coletta e questa volta a trazione Pd, sconfitto in tutte le tornate in città e assetato molto probabilmente dal potere». Insomma, secondo il consigliere leghista, le schermaglie di questi giorni tra Pd e Latina Bene Comune, fanno parte del gioco. Ma l'accordo sottobanco è praticamente fatto. «Il tutto sarà presentato in pompa magna nel nome di un nuovo patto con i cittadini», afferma Valletta.
Cittadini che secondo l'esponente leghista, di questo accordo non intendono proprio sentir parlare. «I latinensi sono pronti però a spedire definitivamente a casa questa vergognosa e fallimentare esperienza amministrativa. La Lega è già al lavoro per una svolta radicale lontana anni luce dall'immobilismo quotidiano, il vero perno della giunta Coletta, riportando al centro dell'agenda politica Latina in provincia e nel Lazio con una chiara visione basata sullo sviluppo», conclude Valletta.
L'intervento del consigliere comunale della Lega nasce dopo che ieri mattina, ancora una volta, la prima convocazione del Consiglio comunale è andata deserta. Una prassi consolidata dal novembre 2018. In quella occasione il capogruppo di Lbc Dario Bellini fece una lezioncina a osservatori e consiglieri di minoranza sostenendo che non c'era alcuna crisi in maggioranza, ma solo impegni lavorativi da parte di consiglieri che sarebbero stati assenti alla prima convocazione. Guarda caso qualche mese dopo in tre hanno abbandonato la maggioranza e da quel freddo novembre alla prima convocazione hanno tutti impegni di lavoro, i consiglieri di maggioranza. Una prassi applicata anche al Consiglio che avrebbe dovuto portare alla surroga del consigliere Adinolfi con appunto Valletta. Surroga avvenuta in seconda convocazione. Una cosa decisamente inusuale che denota come i problemi probabilmente ci sono e sono anche piuttosto seri.