Il caso "rimborsi facili" è diventato una spina nel fianco per il sindaco Antonio Terra, che il 2 aprile 2020 tornerà in aula per il processo dove siede al banco degli imputati insieme all'avvocato romano Antonio Martini e ai due ex amministratori Rino Savini e Cataldo Cosentino, a rispondere delle accuse di truffa aggravata e falso ideologico.  In tempi da record invece la Corte dei Conti ha definito l'ipotesi di danno erariale, condannando il sindaco a pagare 2 mila 935 euro e il responsabile dell'ufficio avvocatura Massimo Sesselego a risarcire 22 mila 64 euro per quei rimborsi ritenuti illegittimi.  Per quell'errore secondo la Procura, l'Ente avrebbe pagato 73mila euro in più del dovuto come refusione delle spese legali a tre degli assistiti dell'avvocato Martini, tra i quali anche il sindaco Terra che pur essendo condannato a risarcire una somma modesta, ricorrerà in Appello per una questione di principio.  «Avrei potuto tranquillamente pagare - spiega il sindaco Terra - ma ricorrerò in Appello perché fare chiarezza su questa vicenda è diventata ormai una questione di principio. Sono rammaricato che in questa situazione equivoca sia stato trascinato dentro anche un funzionario integerrimo, la cui professionalità e meticolosità è nota a tutti».
E' probabile che anche Sesselego decida di promuovere ricorso. Intanto la vicenda rischia di costar cara sotto il profilo politico al sindaco in carica, rassicurato dal fatto che neanche la condanna della Corte dei Conti possa aver scalfito la fiducia incondizionata accordatagli dalla maggioranza.  «L'opposizione torna a chiedere le mie dimissioni, chiede di riferire in Consiglio come aveva già fatto mesi fa - accusa il sindaco - poi in quella sede ci trovammo soli a parlare mentre l'opposizione lasciò l'aula. In ogni caso non abbiamo problemi a tornare in aula, probabilmente ne discuteremo lunedì durante la riunione di maggioranza. Solo la mia maggioranza può decidere di staccare la spina  togliendomi la fiducia: dal mio canto ho sempre parlato chiaro e quando le liste decisero per una mia nuova candidatura sapevano bene a cosa saremmo andati incontro nei mesi successivi. Se ritiene, l'opposizione può presentare una mozione di sfiducia».

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