Sono almeno 5 i consiglieri di Latina Bene Comune che non sprizzano gioia per l'ingresso in maggioranza del Partito democratico. Durante le riunioni del gruppo e del movimento Lbc, nessuno di loro ha nascosto le perplessità, proponendo di stringere un accordo in vista delle comunali del 2021, senza alcun ingresso immediato in maggioranza e soprattutto in giunta. Posizioni che il sindaco Damiano Coletta tiene da conto e che spiegano quali sono le difficoltà che la delegazione trattante guidata dal segretario Francesco Giri sta trovando sulla sua strada.
L'intesa di massima col Pd è stata trovata ma per arrivare a concretizzare qualcosa c'è bisogno del via libera dei partiti. E dentro il gruppo di Latina bene Comune sono parecchi i mugugni. Qualcuno ha posto il veto su Nicoletta Zuliani come possibile assessore, altri consigliano al sindaco di procedere a un dialogo alla luce del sole, fatto di confronto sui temi e le cose da fare per la città, avendo però come orizzonte d'intesa il 2021 e il ritorno alle urne. Ma è chiaro che questa ipotesi non può soddisfare il Pd, che non darà mai il proprio ok a Coletta candidato nel 2021 senza avere la possibilità di amministrare la città nei prossimi due anni. E sarebbe stato proprio il via libera alla ricandidatura del sindaco da parte dei dem la leva che ha avvicinato le parti, rendendo possibile il secondo assessorato.
Quel che però in questo momento serve alle due parti è fiducia reciproca. Ma l'impressione è che tutto ci sia tranne quella. Il Partito democratico oggi e poi venerdì riunirà i suoi iscritti a Latina per metter nero su bianco un documento che in sostanza ufficializza gli argomenti su cui impostare l'accordo di governo con Lbc e le richieste da presentare al tavolo di trattativa. Un passaggio necessario per poi tornare a incontrare la delegazione guidata da Francesco Giri. Entro sabato si potrebbe avere la fumata bianca. Oppure potrebbe definitivamente saltare il tavolo dell'accordo. Molto dipende dal peso della fronda di Lbc e soprattutto da cosa vorrà fare il sindaco Coletta. Il Pd da parte sua è convinto di aver fatto quel che doveva: anche perché la strada verso il 2021 dovrà essere necessariamente condivisa.