E' arrivato il momento di un congresso provinciale. Nel Partito democratico a rompere il silenzio ed a chiedere un confronto nelle sedi opportune è il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli. «Va detto grazie al segretario Claudio Moscardelli per l'impegno di questi mesi, ma credo sia opportuno a questo punto avviare una riflessione perché tante cose a livello nazionale e locale, sono cambiate nel giro di pochi mesi». E ovvio che Stefanelli si riferisca sia al nuovo Governo che vede il Pd tornare protagonista della politica italiana sia alla nascita del nuovo partito di Matteo Renzi ma anche alle dinamiche locali con l'alleanza ormai in dirittura d'arrivo tra Pd e Latina Bene Comune. Un modello che potrebbe, chissà, essere replicato anche altrove, magari nei comuni al voto nel 2020.
«Claudio Moscardelli ha guidato il partito in una fase di ‘confusione' assicurando un punto di riferimento saldo per gli amministratori e i militanti della provincia - afferma Gerardo Stefanelli - E' apprezzabile il lavoro svolto sul territorio attraverso convegni, incontri, e interessamenti sui problemi concreti delle comunità. Adesso però credo sia opportuno mantenere fede all'impegno preso nel 2018 all'atto delle dimissioni del segretario Salvatore La Penna e aprire una nuova fase di riflessione politica e di coinvolgimento dei territori». Cosa ha in mente esattamente Stefanelli? «L'apertura di una nuova fase di riflessioni nel partito provinciale credo sia doverosa anche alla luce del mutato quadro politico nazionale e del dialogo avviato nel comune capoluogo con l'amministrazione civica che avrà effetti su tutto l'assetto politico provinciale - analizza il sindaco di Minturno - C'è poi da affrontare il tema della preparazione della tornata amministrativa 2020 che vedrà andare al voto, tra l'altro, due città importanti quali Fondi e Terracina e su cui sarebbe il caso di consentire alla futura segreteria provinciale di lavorare per tempo». Non fa mistero, insomma, che l'approdo finale debba essere il congresso. «Un percorso di preparazione al congresso provinciale potrebbe essere anche l'occasione per responsabilizzare una nuova classe dirigente che possa impegnarsi nel partito in questa nuova stagione politica che si protrarrà fino al 2023 con il rinnovo del consiglio regionale e del parlamento, coinvolgendo in tal modo le migliori energie operanti sul territorio». Infine, il monito. «Non credo sia una scelta lungimirante, invece, illudersi di restare immobili a difesa di una situazione che rappresenta più il passato che il presente e soprattutto il futuro del partito sul territorio. L'augurio è anche quello di superare, con un nuovo assetto, le vecchie incomprensioni tra quadri dirigenti e aree di pensiero operanti sul territorio provinciale, fare quadrato per rilanciare la forza politica del partito sul territorio e nei confronti dei livelli di governo superiori».