Tre sedi e un costo di oltre due miliardi di Euro. Durante la seduta della Commissione Bilancio del Parlamento europeo per valutare il candidato austriaco Johannes Hahn alla carica di Commissario al Bilancio della Commissione Europea, l'eurodeputato della Lega, Matteo Adinolfi, ha voluto sottolineare, intervenendo in aula, gli sprechi e i costi delle istituzioni europee.
Nel 2019, infatti, come riporta Il Sole 24 Ore, il costo del Parlamento europeo, 7.698 dipendenti (dato aggiornato a gennaio 2018, di cui 4.903 a Bruxelles, 292 a Strasburgo, 2.251 in Lussemburgo e 252 in altre sedi), sarà di due miliardi di euro (erano 1,950 miliardi nel 2018: aumento di quasi 50 milioni di euro). Una spesa in crescita che pesa sulle spalle delle famiglie e dei lavoratori europei. Un tema scottante che stride con le richieste sempre più pressanti fatte dai Commissari agli stati membri di tagliare le loro spese a scapito del benessere dei loro cittadini e delle loro comunità. Tralasciando, poi, le sparate da campagna elettorale di chi come il Movimento Cinque Stelle voleva chiudere la sede di Strasburgo e ora dopo il voto alla Presidente Von der Layen è venuto a più miti consigli, resta comunque il fatto che la burocrazia europea ha costi in crescita a fronte dei sempre più evidenti rallentamenti dell'economia dell'Eurozona e dei sacrifici imposti agli Stati membri.

Urge dunque un cambio di passo, secondo il deputato della Lega Adinolfi, che nel suo intervento ha ribadito al Commissario Hahn intento ad elencare nuove spese da mettere a bilancio, la necessità di una Spending Review sulla burocrazia europea soprattutto per rispetto di quei tanti cittadini dell'Unione che, gravati dalle scellerate politiche di austerità portate avanti negli ultimi anni dalla troika, faticano ad arrivare alla fine del mese o a mettere un pasto caldo in tavola per i propri figli.