Un altro elemento della maggioranza pentastellata di Ardea ha deciso di lasciare il MoVimento 5 Stelle. Dopo Roberta Virgili, che qualche mese fa è passata all'opposizione da consigliere indipendente, ieri è stata la volta di Anna Maria Tarantino, ormai ex grillina approdata tra le fila di "Cambiamo", il movimento fondato da Giovanni Toti e rappresentato nel Lazio da Mario Abbruzzese, Adriano Palozzi e Pasquale Ciacciarelli, che in Consiglio vede già la presenza di Massimiliano Giordani.

«È un piacere entrare a far parte della grande famiglia di Cambiamo» ha dichiarato a caldo la Tarantino, con Palozzi e Ciacciarelli che si sono detti «molto soddisfatti dell'ingresso del consigliere Tarantino, donna competente, professionale e dall'elevata caratura politica e umana».
Il monocolore pentastellato guidato da Mario Savarese, però, si è assottigliato, perdendo due esponenti nel giro di poche settimane. E a tracciare i motivi di questa situazione è stata proprio Anna Maria Tarantino, che ha voluto affidare a Facebook le ragioni del suo addio alla compagine politica che l'ha eletta sugli scranni dell'aula "Pertini".

«Ho scelto di lasciare il MoVimento 5 Stelle perché, soprattutto nell'ultimo periodo, non ho avuto modo di apprezzare quegli elementi di partecipazione che lo caratterizzavano. Oggi non ci si può più permettere di dissentire perché si diventa vittime di un processo mobbizzante che ti porta all'esclusione. Questo è successo nel mio caso - scrive la Tarantino -: fino a un anno fa ero una di quelle che partecipava attivamente alle scelte politiche e poi, piano piano, mi è stato detto di farmi da parte».

Un passaggio, poi, sul mancato voto per i debiti fuori bilancio: «Ho scelto di non votarli perché il MoVimento 5 Stelle ha sempre invitato a non produrli. Eppure il MoVimento di Ardea ha fatto esattamente quello che il nazionale ha sempre detto di non fare».

Poi la conclusione: «Cari Cinquestelle, miei vecchi compagni di viaggio, scusate se sono una voce libera e fuori dal coro. Scusate se non mi sono messa ad alzare la mano a comando, se ho creduto in un progetto che mi ha profondamente deluso. Ho scelto di lasciare il MoVimento per queste e per altre motivazioni. Potrei scrivere un libro sulle mille cose che non mi sono piaciute e che sicuramente non piacciono neanche alla nostra città. Potete dirmi che ho cambiato casacca e devo dimettermi. A quel punto vi risponderò che dovrete dimettervi anche voi, perché avete disatteso quello che hanno chiesto i cittadini e quello che vi ha chiesto il MoVimento. Potrete continuare a dirmene di tutti i colori, ma oggi mi sento più libera».