La Lega non molla sul caso Morelle. Dopo l'interrogazione del consigliere provinciale Domenico Villani, arriva il gruppo consiliare locale a chiedere chiarezza alla giunta comunale sull'ipotesi, confermata anche dall'assessore Emanuela Zappone, di realizzare un impianto di biometano, o di compost di qualità, nel sito che sorge su via Appia. Solo un'ipotesi, ha affermato Zappone, ma il Carroccio dà l'affondo e chiede maggiori informazioni. «La Lega Terracina vuol avere contezza e sicurezza di quello che si va a proporre sul territorio terracinese» scrive il direttivo locale guidato da Fulvio Carocci. «Ci spaventa la non conoscenza della grandezza dell'impianto, Terracina non può diventare la discarica del Sud Pontino se non addirittura del Sud del Lazio Roma compresa». Timori, insomma, non si sa quanto fondati, ma su cui si vuole sgombrare il campo. «Ci inquieta e ci turba il fatto che dal giorno dell'Assemblea dei Sindaci, riunitasi in data 16 marzo 2018 per discutere il Piano Provinciale dei Rifiuti, solo ora è arrivato il momento di dire "la verità" quale?», continua Carocci, che si dice consapevole che la città deve diventare autonoma sul ciclo dei rifiuti ma, aggiunge, «on si può consentire a tutti i comuni del sud provincia di Latina o peggio ancora dalla città di Roma».

La lunga interrogazione contiene numerosi quesiti. Sulla viabilità per il via vai di Tir e compattatori, su una probabile presenza di rete di distribuzione, l'aumento del traffico, gli odori in rapporto alla vicinanza col centro abitato: «La movimentazione di materiale, anche pericoloso e nocivo, avrebbe senza ombra di dubbio effetti assolutamente negativi per un territorio che vanta tra le sue eccellenze molteplici prodotti tipici del territorio che danno reddito a migliaia di famiglie», scrivono Valentino Giuliani, Fulvia Pisa, Massimiliano Tocci, Gianluca Corradini e Domenico Villani. Che chiedono se sarà necessario togliere ulteriori aree agricole, se ci saranno altre strutture di supporto, se sono previste «compensazioni ambientali ed economiche» per il «tessuto agricolo e cittadino». E di «quali elementi dispone questa amministrazione per garantire la salute dei cittadini, l'integrità, e l'incolumità del territorio». Ultima domanda, il perché non sono stati interessati la commissione Ambiente e il Consiglio comunale «prima di dare la disponibilità». Per le risposte si dovrà attendere il primo Consiglio comunale utile.