La mozione di sfiducia del centrodestra al presidente Nicola Zuingaretti potrebbe prendere forma già oggi, durante l'incontro tra i capigruppo del centrodestra previsto alla Pisana. La Lega, che è promotrice dell'iniziativa, ha accolto la richiesta di condivisione dell'atto arrivata dal capogruppo di Forza Italia Giuseppe Simeone. Se tutto andrà secondo i piani, il centrodestra potrebbe calendarizzare la mozione e la relativa discussione la prossima settimana. Il voto su questa mozione potrebbe diventare notizia centrale anche a livello nazionale, visto che i leader del centrodestra, con Matteo Salvini in testa, tengono molto a questa iniziativa, tanto che il leader del Carroccio ne ha parlato anche sabato scorso dal palco di piazza San Giovanni.
Mandare a casa Zingaretti sarebbe un colpaccio vero e proprio per il centrodestra laziale, che in questo primo anno e passa di consiliatura non ha sempre mostrato un percorso unitario. Stavolta però le condizioni sembrano diverse. Anche se i voti del solo centrodestra non bastano. Ma intanto si procede a piccoli passi per vedere poi cosa succede. Intanto i gruppi consiliari di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia, puntano a firmare con tutti i loro consiglieri, la mozione di sfiducia., in modo da renderla ancora più forte. I coordinatori regionali, dal canto loro, già in queste ore stanno dando ampie garanzie a tutti i consiglieri per una ricandidatura alle prossime elezioni regionali. Un modo per evitare eventuali fughe misteriose in caso di voti in aula. Nel centrodestra sanno che il Movimento 5 Stelle in questo momento è ancora spaccato rispetto ai rapporti col Pd e dunque, prima di un'alleanza alla quale lavora Roberta Lombardi, è necessario provare a stanare i grillini. I quali, come nelle precedenti occasioni, è probabile voteranno a favore della sfiducia, certi che i numeri per fare cadere il presidente Zingaretti non ci sono. E dunque con un colpo tutelano la loro immagine a dall'altra salvano la poltrona.
Ed ecco appunto la questione centrale: ci sono i numeri per una sfiducia a Nicola Zingaretti? A occhio l'opposizione avrà un voto in più quello di Pino Cangemi, da poro rientrato in Forza Italia. Lui, assieme all'ex Lega Cavallari, era uno dei protagonisti del cosiddetto patto d'aula, quello che ha di fatto tenuto in piedi l'amministrazione Zingaretti fino a oggi. Numeri alla mano, sarebbe appunto Cavallari l'ago della bilancia. Basterà a Zingaretti? Nell'aula della Pisana sono convinti di sì, anche alcuni esponenti del centrodestra stesso, che dubitano pure di qualche altro collega di opposizione. Insomma, si temono assenze strategiche. Per questo la giornata di oggi sarà importante. Oltre all'intesa dei gruppi di centrodestra, potrebbe essere la discesa in campo dei leader nazionali dei tre maggiori partiti. A quel punto, nell'aula della Pisana, al momento della sfiducia a Zingaretti, può accadere di tutto.