Soffia il vento del disaccordo, anche se subito messo a tacere da Astorre, sui nomi proposti per la giunta dalla delegazione del Pd a Damiano Coletta. L'aspra polemica di Mauro Visari che è in disaccordo sulle figure scelte, Alessandro Patti e Alessandra Bonifazi e che ha tacciato Moscardelli di aver mortificato il partito, ha mostrato una volta di più come la dinamica delle correnti sia ancora viva nel Pd nonostante l'indirizzo dato all'unanimità dalla direzione comunale. A dirimere queste controversie, dietro le quinte, c'è stato il segretario comunale Alessandro Cozzolino.

Segretario, l'accordo con Lbc è quasi cosa fatta, ma le polemiche sui nomi sono già scoppiate al vostro interno. Eppure avevate dichiarato che i temi per la città venivano prima di tutto. Non le sembra un pessimo inizio per un percorso senza ombre e personalismi?

Quando si arriva a dover dare due nomi è facile che qualcuno possa sentirsi meno soddisfatto di ciò che si aspettava. Come abbiamo detto per noi resta fondamentale l'apporto che Patti e Bonifazi possono dare per contribuire a risolvere i tanti problemi che la città si trascina da anni e che arrivano da un mal governo delle destre iniziato negli anni 90. Ringrazio il segretario regionale Astorre per aver difeso e aiutato il nostro lavoro. Il Pd deve rimanere unito come lo è stato in tutti i passaggi ufficiali e formali che hanno segnato questo percorso.
Importanti dirigenti del Pd che, con lei, hanno contribuito a far crollare il sistema Di Giorgi-Maietta avevano chiesto di essere protagonisti in questa partita. Perché non sono stati considerati? Chi ha posto veti?
Non si tratta di veti, si tratta di dover contemperare più esigenze, a iniziare dalle richieste che ci ha fatto il sindaco nella scelta dei profili per i due assessori da indicare. Le scelte di Patti e Bonifazi non sono un ripiego, ma la migliore espressione possibile per portare risultati positivi per la città e ottemperare a esigenze di partito e dei soggetti con i quali formeremo questa nuova maggioranza.

Visari ha parlato di dirigenti egoisti, che hanno umiliato una classe dirigente latinense cresciuta e formatasi nel partito e nelle istituzioni negli ultimi 20 anni. Lo sa che molti nel Pd la pensano così?

I dirigenti egoisti solitamente nominano loro stessi. Le nostre nomine sono da un lato di apertura, con Bonifazi, e da un lato di premio per la classe dirigente, con Patti.

Astorre è stato duro con il presidente provinciale. Chiederete a Visari di lasciare la carica?
La questione appartiene al partito provinciale, francamente non credo sia opportuno acuire malumori e accentuare spaccature.

Non volendo usare l'espressione "perfetti sconosciuti" si può dire però che Patti e Bonifazi, siano poco noti eppure in una nota recentissima Sarubbo, Zuliani, Visari e Majocchi chiesero "che fossero impiegati i dirigenti politici comunali che si erano battuti, dentro e fuori il consiglio, con un'azione serrata di opposizione al sistema della destra».

Premesso che la consigliera Zuliani ha condiviso queste scelte, che hanno unito il partito, il gruppo consiliare e anche i consiglieri regionali e il segretario provinciale e regionale, rifiuto categoricamente l'idea che Patti sia un perfetto sconosciuto o estraneo alla classe dirigente locale o che sia lì perché amico di qualcuno. È componente della segreteria comunale da due mandati, eletto in assemblea provinciale, ha competenze nel settore amministrativo del quale dovrà occuparsi e milita da anni nel partito. Chi si lamenta dovrebbe venire più spesso alle iniziative e sotto i nostri gazebo, così lo noterebbe. Per la Bonifazi la scelta è stata di unire alle competenze il rinnovamento e l'apertura del partito alla società civile.

Non pensa che il fatto che non abbiano alcuna esperienza amministrativa e politica concreta possa costituire un punto debole in una Giunta che ha già scontato sul campo la sua immaturità nella gestione della politica?

Per quanto riguarda l'esperienza amministrativa la Bonifazi non è digiuna per il lavoro fatto al Comune di Roma, con una storia personale nel sociale e nel terzo settore che può essere una risorsa. Patti conosce bene le battaglie democratiche fatte negli ultimi dieci anni dal Pd. E poi non saranno lasciati soli, dietro ci sarà il partito e il gruppo consiliare chiamati a dare il loro supporto.
Si era parlato a lungo di lei e Zuliani come possibili assessori. Chi non vi ha voluto?

Nella discussione interna io e la Zuliani, alla quale va il mio ringraziamento, abbiamo deciso di fare un passo indietro per facilitare una sintesi. Ha prevalso il buon senso e il gioco di squadra a scapito delle legittime ambizioni personali e degli egoismi.

Le figure sono state indicate a prescindere dalle deleghe. E' normale scegliere prima le persone?

Non è così. Il sindaco ci ha indicato in linea di massima di quali settori dovevano occuparsi i futuri assessori. Inoltre ci siamo basati sul nostro documento approvato in assemblea e sui punti che reputavamo quindi centrali per rilanciare l'azione amministrativa.

Alessandro Patti ha la bacheca densa di critiche passate e recenti all'attuale amministrazione. Lei che lo conosce bene, ha cambiato idea?

Le critiche di Alessandro sono sempre state per evidenziare i disagi e le difficoltà che i cittadini e le categorie degli operatori del settore urbanistico e dei lavori pubblici incontrano nella loro vita quotidiana. Sarà per lui e per noi una bella sfida cercare ora di dare risposte.


Lei in una intervista a marzo scorso, pochi mesi fa, fa parlò così di Lbc: «Sul piano amministrativo purtroppo c'è poco da dire, il lavoro è insufficiente. La scelta di ABC è fallimentare. Non c'è una novità su metro, cimitero, Slm e piani urbanistici. Inoltre ci sono modi di agire che sono uguali a quelli della Giunta Di Giorgi, come sulla variante in Q3, sulla cultura siamo all'anno zero e il teatro è chiuso. I disastri creati dalla destra sono rimasti tutti al punto di partenza». Ora, le chiedo, è tutto messo da parte?
Non è messo da parte, come ho sempre detto, questo nasce ancor prima come accordo politico e necessario a unificare un campo che come accordo amministrativo. Ora il Pd non potrà più limitarsi a indicare il problema dall'opposizione, dovrà cercare di risolverlo stando al governo.
Coletta sarà il vostro candidato sindaco? Se la sente di dire sì già oggi?
I presupposti ci sono, certo la nostra non è e non sarà una fiducia in bianco. Perché avvenga ciò che lei dice, devono entrare in Giunta Patti e Bonifazi e devono essere messi in condizione di lavorare. Deve esserci un lavoro di squadra con tutta la maggioranza e dobbiamo dare risposte ai cittadini. Se tutto questo avverrà, e noi lavoreremo perché ciò avvenga, Coletta sarà il candidato sindaco di una coalizione che mi auguro vada anche oltre il Pd e Lbc.