"Oggi a Strasburgo, nonostante la ferma opposizione della Delegazione  Lega   GruppoID,  i partiti tradizionali vicini alle banche e all'Europa dei tecnocrati (PPE e Socialisti) hanno votato a favore di una Commissione che nasce tra lo scetticismo generale ed è lontana anni luce dai problemi dei cittadini europei".Così l'Eurodeputato pontino della Lega, Matteo Adinolfi, commenta il voto odierno a Strasburgo.


«Anche la spaccatura tra i Cinque Stelle che a luglio si erano piegati alla sete di poltrone del Pd sta a significare che in Italia ci si sta finalmente accorgendo  che quello proposto dalla von der Leyen è un progetto in assoluta continuità con il pessimo cammino condotto dalla Commissione in questi anni, e privo di qualsiasi autocritica e idea di rinnovamento.
Come ha ben spiegato il nostro capo delegazione, Marco Campomenosi, le cui parole faccio mie e sottoscrivo in pieno, - prosegue l'Onorevole Adinolfi - l'ambientalismo da salotto che si nasconde dietro al "Green New Deal" è la triste promessa di nuovi vincoli e tasse che cadranno sulle spalle dei nostri imprenditori, e li renderanno meno competitivi nello scenario globale. Nel novero dei Commissari ci sono tante comparse senza valore già protagoniste dell'era Juncker, come Timmermans e Dombrovskis. Quest'ultimo, poi, avrà anche il compito di tenere sotto tutela Paolo Gentiloni (sì, esattamente colui che voleva cedere pezzi di mare italiano alla Francia) che non potrà muovere un passo senza il suo permesso, e che si guarderà bene dal promuovere e difendere l'interesse del nostro Paese.

Il programma della Von Der Leyen è una lista di contentini e obiettivi immaginari dati alla variegata e innaturale maggioranza che la sostiene, dove il Ppe ha scelto di diventare subalterno a una sinistra delle élite, irrazionale e pericolosa, anziché stare con il popolo delle periferie che subisce le mancate scelte di una UE allo sbando».