«So quanto è difficile guidare un partito perché l'ho fatto per anni ma oggi più che mai serve un Partito democratico più inclusivo, non chiuso, senza rendite di posizioni e che bandisca gli egoismi. Gli equilibri interni del Pd sono secondari rispetto alle grandi problematiche del Paese e dei territori da risolvere. Non si sprechino energie». La chiusura dell'intervento di ieri al Park Hotel da parte di Salvatore La Penna è già un mezzo manifesto politico del Pd che ha in mente il consigliere regionale. In una sala piena in ogni ordine di posto, La Penna ha presentato ieri, insieme al presidente del Consiglio regionale Mauro Buschini, la legge finanziaria regionale. Ma l'impressione è che questo appuntamento sia stato il battesimo pubblico di quella che potrebbe diventare una delle anime più importanti del Partito democratico del futuro.
Non deve essere casuale, infatti, che il titolo scelto sia stato: «Parliamo al futuro». La Penna ha fatto una lunga introduzione su quello che in questi mesi la Regione Lazio ha fatto per migliorare le condizioni di molti settori della vita quotidiana, dalla sanità ai trasporti alle infrastrutture, passando per le attività produttive. «Abbiamo condotto una battaglia politica forte e determinata per salvare i punti di primo intervento. Lo abbiamo fatto con serieà e capacità. I Ppi non vengono smantellati, restano con gli stessi servizi, le stesse attribuzioni e lo stesso personale». In questi giorni, oltre al bilancio che inciderà sul destino dei territori, come ha spiegato La Penna, si parla anche di rifiuti. E il consigliere regionale avverte: «Il ciclo dei rifiuti va chiuso in ogni provincia e ognuno deve essere autonomo. Quindi mettiamoci in testa che devono essere realizzati impianti di compostaggio e discariche di servizio». In questo ultimo tema sgombra però il campo da equivoci: «Non può essere Borgo Montello, che ha già dato ed è ormai satura».
Ma è chiaro che il centro dell'attenzione è stato catturato dal concetto di un nuovo Pd, quello che sia La Penna sia Buschini oggi sognano. Il presidente del Consiglio regionale, originario di Frosinone, vede i due territori come un corpo unico. «Siamo qui oggi perché Latina e Frosinone devono agire e battersi insieme. Hanno caratteristiche e problematiche comuni, quindi servono soluzioni comuni. La regione di 7 anni fa era la Regione dei debiti milionari sulla sanità. Oggi si può criticare la nostra azione, è legittimo, ma noi investiamo. Facciamo l'elenco delle cose che ha già elencato Salvatore. Accanto a tutte le cose che dovremo fare le mie priorità sono liste d'attesa e pronto soccorso. Noi più di tante regioni spendiamo tutti i fondi europei delle programmazioni». Poi Buschini è passato al lato politico, al Pd nuovo da costruire insieme. «Con Salvatore, al di là del ruolo istituzionale, vogliamo insieme lavorare per un nuovo Pd. Dobbiamo aprire questo nuovo corso senza paura. A prescindere dalle tessere di partito serve una forza politica fatta di alleanze sociali che parli con mondi produttivi e ed associativi ed insieme ad essi proponga soluzioni, idee e progetti. Oggi deve essere solo un inizio».