Uniti in Regione ma divisi sui territori. Il centrodestra della provincia di Latina è al momento un bel dilemma. L'opposizione alla Pisana contro Nicola Zingaretti ha cementato le posizioni e tra qualche giorno c'è l'idea di organizzare una manifestazione unitaria dei gruppi per contestare il Governatore. Ma quando si scende in provincia di Latina le cose si fanno più complicate. L'accordo di coalizione per le elezioni amministrative della primavera prossima è ancora molto lontano e al momento ci sono più possibilità di una corsa elettorale "ognun per sé" che non di una alleanza di centrodestra vecchia maniera.
L'unità in Regione Lazio
Comunque vadano le elezioni di domenica prossima in Emilia Romagna, il prossimo step del centrodestra sarà il Lazio, ossia la Regione guidata dal segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti. Per questo nei giorni scorsi i capigruppo dei tre maggiori partiti del centrodestra, Angelo Tripodi (Lega), Fabrizio Ghera (Fratelli d'Italia) e Pino Simeone (Forza Italia) hanno deciso di costituire una cabina di regia che si vedrà ogni quindici giorni per pianificare le iniziative necessarie a far risaltare i problemi della Regione a guida centrosinistra. Una iniziativa unitaria che avrà forse già la settimana prossima la prima prova pratica: il centrodestra sta infatti organizzando un sit in di protesta contro l'amministrazione Zingaretti colpevole, a loro dire, di non aver ancora completato il discorso sul piano rifiuti. Nel mirino, in particolare, l'incapacità di individuare le aree per impianti e discariche e soprattutto l'assenza nei progetti del settore di termovalorizzatori. Ma la battaglia nel Lazio potrebbe decollare proprio dopo le regionali emiliane, in quanto Matteo Salvini vorrebbe andare a sfidare Nicola Zingaretti (e Virginia Raggi) sul loro territorio. Se ne vedranno delle belle.
Le divisioni in provincia
Scendendo nell'agro pontino la situazione del centrodestra è diametralmente opposta. Il confronto e il dialogo ci sono ma quantomai superficiali. In concreto, nei comuni in cui si voterà la primavera prossima, si viaggia ancora in ordine sparso. Non solo la scelta dei candidati sindaco a Fondi e Terracina è ancora in alto mare, ma la stessa idea di coalizione di centrodestra sembra ancora parecchio lontana. La verità è che al momento Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega si muovono in modo autonomo, in ordine sparso, con velleità più o meno giustificate di andare a guidare le città che vanno al voto. Per quanto paradossale possa sembrare la guida di Fondi e Terracina è più ambita della candidatura a sindaco a Latina, di cui pure i partiti hanno iniziato a parlare.
Fratelli d'Italia e Lega si contendono lo scettro di partito più forte della coalizione e dunque non intendono rinunciare alla candidatura a sindaco di Terracina. La Lega, in particolare, attraverso il coordinatore regionale Francesco Zicchieri, preme affinché quello di Terracina sia il primo sindaco del Carroccio in provincia. Dall'altra parte Fratelli d'Italia non intende cedere una città che amministra da meno di dieci anni. E se l'offerta della Lega fosse la guida di Latina al partito della Meloni in cambio di Terracina?