Un presidio sotto alla sede della Regione Lazio per chiedere al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti di tornare ad occuparsi a tempo pieno dell'amministrazione. O se non ne è capace, di andare a casa. La manifestazione di questa mattina è stata organizzata dai gruppi consiliari del centrodestra, che imputano a Zingaretti di star facendo quasi solo il segretario nazionale del Pd e non il Governatore del Lazio, ruolo per il quale è stato eletto dai cittadini. "E' sorprendente l'autogoal che Zingaretti si è fatto in questi giorni, lanciando il piano per l'Italia. Almeno quattro dei cinque punti in cui ha condensato il suo programma, sono proprio quelli che non è riuscito a realizzare nei sette anni del suo doppio mandato come presidente della Regione Lazio. Per rinfrescargli la memoria sui fallimenti della sua amministrazione, che ripropone su scala nazionale, siamo venuti sotto al suo ufficio, visto che lui non si degna di apparire mai alla Pisana, per manifestargli in modo ancora più tangibile la nostra opposizione", è quanto spiegano i consiglieri regionali del centrodestra.  

"Il gruppo di Forza Italia ha voluto partecipare questa mattina alla manifestazione del centrodestra davanti alla sede della Giunta in via Cristoforo Colombo per evidenziare le promesse fatte e non mantenute dall'amministrazione Zingaretti dal 2013 ad oggi - afferma il capogruppo Giuseppe Simeone - Insieme agli altri consiglieri del centrodestra mi è sembrato doveroso sottolineare le gravi emergenze non risolte dall'attuale governo regionale.
A partire dalla sanità, dove abbiamo i Pronto Soccorso che esplodono e sono ormai ridotti ad autentici ‘gironi infernali' con pazienti spesso parcheggiati in barelle e costretti ad attendere ore nelle sale d'attesa. I tempi per esami diagnostici e visite specialistiche sono sempre più lunghi, nonostante ben quattro piani straordinari siano stati promossi per ridurre i disagi. Per di più dobbiamo registrare la fuga di medici e personale sanitario e soprattutto quella degli utenti. Il saldo fra mobilità attiva e passiva nella nostra regione segna un desolante -150 milioni di euro. La gente del Lazio scappa e va a curarsi fuori. Questo è il risultato della gestione Zingaretti, che passa dalla fase degli annunci a quella dei rinvii. Ne è un esempio eclatante la vicenda della fine del commissariamento della Sanità. Ieri è stata annunciata l'uscita dal regime commissariale per fine mese. Attendiamo con scarsa fiducia. Delle promesse i cittadini ne hanno piene le tasche. Non ultime quelle riguardanti un piano dei rifiuti reclamizzato da 7 anni e non ancora approdato in Consiglio, per non parlare del Corridoio intermodale Roma-Latina e della bretella Cisterna-Valmontone, un'opera considerata prioritaria dal 2013 e che non vede ancora luce in questo 2020 appena iniziato. Da Zingaretti ci aspettiamo fatti concreti. Il tempo e' finito, o risponde o getti la spugna".