Rischia di rivelarsi un colpo mortale all'export italiano e dei nostri territori, oltre che al settore dell'autotrasporto nazionale e locale, il divieto di transito imposto a partire dal 1 gennaio 2020 dall'Austria al valico del Brennero per alcune categorie merceologiche e per i tir di classe Euro 6, se non immatricolati dopo il 31 agosto 2018. Di fatto un danno calcolato approssimativamente intorno ai 30 miliardi di euro su 200 miliardi di volume di import/export tra Italia e Germania perché strozza di fatto quella che è l'arteria principale dell'interscambio commerciale tra due delle maggiori economie del continente.

"Un  attacco durissimo al commercio fra Italia e Germania ed al nostro export che, in buona parte, viaggia ancora su gomma; il tutto per di più e in barba alle norme del libero scambio sul mercato interno all'Ue, che invece vengono chiamate in causa e applicate molto spesso solo quando interessano gli altri stati membri, ma quasi mai osservate quando invece sarebbero utili all'economia e alle aziende italiane - afferma il deputato europeo della Lega Matteo Adinolfi -  Per queste ragioni - spiega l'Eurodeputato pontino della Lega, Matteo Adinolfi - insieme agli altri colleghi del gruppo Id: Antonio Maria Rinaldi, Simona Baldassarre,  Marco Zanni, Marco Campomenosi, Lucia Vuolo, Massimo Casanova e Paolo Borchia; abbiamo presentato un'interrogazione al Parlamento Europeo sulle limitazioni alla circolazione al valico del Brennero, sui comportamenti discriminatori da parte dell'Austria e sui danni per l'economia comunitaria". 

'Con l'ordinanza pubblicata nella Gazzetta ufficiale del Tirolo N.81/2019 sul divieto di circolazione settoriale - si legge nell'interrogazione leghista a Bruxelles - sono state aumentate le limitazioni sul traffico pesante al valico del Brennero, prevedendo il divieto alla circolazione su strada di nuove merci, mettendo a rischio almeno 30 miliardi di euro all'anno di esportazioni con evidenti conseguenze negative anche in termini occupazionali. Si rammenta che, in media, ogni anno i TIR che transitano dal valico del Brennero sono circa 2,4 milioni, per un interscambio commerciale che supera i 200 miliardi all'anno.

Considerando ciò, si chiede alla Commissione se: 1. Ritiene che la tutela dell'ambiente, nella ratio di questa ordinanza, sia stata adeguatamente bilanciata con il diritto alla libera circolazione delle merci che rappresenta una delle quattro libertà fondamentali dell'UE? 2. Inoltre pensa di intervenire per contrastare questo comportamento discriminatorio che concede particolari deroghe alle sole merci dirette o provenienti dall'Austria?'

Certo - prosegue Adinolfi - il Brennero potrebbe sembrare un luogo lontano dal nostro territorio, ma anche qui da noi si registra la presenza di numerose micro e piccole imprese dell'autotrasporto, che  rischiano di essere stritolate dalla concorrenza sleale dei colleghi tirolesi, favorita dai divieti austriaci, che si somma alla concorrenza sleale e al dumping sui costi da parte delle imprese dell'Est europeo. Infine se consideriamo che nell'ultimo anno il Lazio si è dimostrata la prima regione nel Paese per contributo alla crescita dell'export nazionale, con un più 26,9%, tanto che 

Nel primo semestre dell'anno la nostra regione ha esportato merci per 13,9 miliardi di euro, circa 3 miliardi di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2018. con le province di Latina (+56,8%) e Frosinone (+27,3%); abbiamo il quadro di quanto questa scellerata imposizione unilaterale da parte dell'Austria danneggi la nostra economia nazionale, regionale e quella dei nostri territori".