"L'Europa deve incentivare l'agricoltura biologica e sostenibile e la lotta alla agricoltura intensiva, la PAC (Politica agricola comunitaria) deve dare sostegno adeguato e tutelare i piccoli e medi agricoltori altrimenti rischiamo di fare solo demagogia ambientalista. Anche l'etichettatura dei prodotti, cioè informare correttamente i consumatori sulle origini territoriali e sulle proprietà nutritive dei prodotti, non può essere considerato un optional ma un dovere della UE. L'Italia è una eccellenza nell'Europa e nel mondo nel campo agroalimentare , i prodotti del Made in Italy vanno difesi  e tutelati". Lo ha detto questa mattina l'europarlamentare di Fratelli d'Italia-ECR, Nicola Procaccini, membro della Commissione Agricoltura di Bruxelles, nel corso del suo intervento a Strasburgo alla seduta plenaria del Parlamento Europeo. 

Aggiunge Procaccini: "L'approvazione ieri alla Camera della mozione presentata da Fratelli d'Italia contro il nutri-score, cioè il sistema di etichettatura dei cibi che la UE vorrebbe estendere a tutti i prodotti alimentari europei con gravi danni per quelli italiani, rafforza la battaglia che da mesi stiamo conducendo nel Parlamento europeo per difendere i prodotti e le aziende del Made in Italy. Va dato merito a Giorgia Meloni, sostenuta dai gruppi di Camera e Senato di FDI, di aver condotto fin dall'inizio la battaglia contro il nutri-score che auspichiamo essere finalmente condivisa da tutte le forze politiche. Ora l'attenzione si sposta sul Parlamento Europeo, che nelle prossime settimane dovrà nuovamente occuparsi della vicenda e mi auguro che finalmente tutti gli europarlamentari italiani, insieme a noi di FDI che da sempre cerchiamo in ogni occasione di difendere i nostri migliori prodotti alimentari, si schiereranno dalla nostra parte, visto che la mozione approvata dalla Camera impegna anche il Governo italiano. Il sistema di etichettatura che va sotto il nome di "nutriscore" – continua Procaccini - è guidato da un logica folle ma che, in realtà, fa gli interessi di qualcuno e soprattutto penalizza i prodotti italiani di qualità  a vantaggio dei cibi spazzatura e delle multinazionali alimentari. Questo sistema, infatti, valuta la salubrità dei cibi assegnando loro una scala cromatica dal verde al rosso e alfabetica, dalla A alla E, una valutazione fatta con criteri assurdi secondo cui il nostro parmigiano o il prosciutto di Parma, ad esempio, sarebbero meno salubri di una bibita gassata o delle patatine fritte francesi solo perché più nutrienti di questi e ricchi di calorie. Un meccanismo assurdo che nasconde il solo obiettivo di stroncare il mercato dei prodotti italiani dell'agroalimentare a livello internazionale.  Non a caso il "nutriscore" è stato elaborato da un gruppo di ricercatori francese e avallato dal ministero della salute transalpino. Insieme agli amici dell'ECR sono pronto ad andare in fondo a questa vicenda, a tutelare i prodotti, i marchi, le aziende italiane dell'agroalimentare che rappresentano un tassello essenziale della nostra economia. Questa è l'Europa che non ci piace, quella delle imposizioni e dell'ennesimo attacco al "Made in Italy", che vogliamo cambiare profondamente attraverso proposte concrete e la nostra 'azione politica".