Giuseppe Talone detto Pino è consigliere comunale da una manciata di settimane. Oneri e onori, essere rappresentante politico, lo sa bene l'esponente di Fratelli d'Italia che mastica la politica militante sin dall'adolescenza e che fa della coerenza (a destra) forse la sua qualità principale. L'onere, questa volta, per Talone è un verbale da 500 euro scattato il giorno di pasquetta perché fermato dalla polizia. Aveva l'autocertificazione, scrive lui stesso su Facebook in un post di spiegazioni. Stava andando, da amministratore di condomino qual è, a rispondere a una chiamata di alcuni suoi condomini. «Mi sono permesso di spiegare con educazione che me lo sarei evitato volentieri quel giro, se avessi potuto. E che rientrava tra le "comprovate esigenze lavorative» spiega. Ma qualcosa non deve aver convinto la polizia e il verbale è scattato ugualmente. Il gruppo comunale della Lega ha chiesto spiegazioni al sindaco Roberta Tintari sulla veridicità della notizia, in un post. «Qualora fosse vera, sarebbe di una gravità inaudita» ha scritto il Carroccio. Il sindaco non ha risposto, ci ha pensato lo stesso Talone: «Non mi sono mai presentato come consigliere comunale ma con il mio nome e cognome e la funzione che in quel momento stavo esercitando» aggiunge, «ci tengo a precisare che non ho mai pronunciato la frase: lei non sa chi sono io - anche perché non rientra nel mio bagaglio culturale».